Storie di latte: Mamma Irene ✿

allattamento

Il racconto della mia esperienza di allattamento non può prescindere dai ricordi legati alla gravidanza…

 

E’ stato durante quei nove mesi che nella mia mente si sono radicate idee, aspettative, emozioni e rappresentazioni della mamma che sarei stata o che sarei potuta/dovuta essere.

Perciò perdonatemi se parto da lì ma non riesco a fare altrimenti.

Quando ho scoperto di aspettare Daniele sono stata letteralmente entusiasta… e spaventata!

È stata una gravidanza voluta e cercata e vissuta con orgoglio. Ora ,che sono alla seconda gravidanza, penso alla prima con molta nostalgia.

 

 

 

L’orgoglio che una primipara sente nel portare in giro il suo pancione è qualcosa che difficilmente ritorna, secondo me, alle successive gravidanze. Ma questo è un altro discorso. Ho vissuto la mia gravidanza con molta naturalezza.

Il mio corpo cambiava e stava benissimo, nonostante i 20 kg e più presi. Io magrissima da sempre, ero fiera d’esser diventata finalmente così tornita.

Ero piena di energia e voglia di fare, curiosa ed incuriosita da tutto quanto aveva a che fare con il diventare mamma. Tutto merito dell’esperienza felice di accudimento ricevuta dalla mia di mamma!

 

Presa dall’istinto epistemofilico di conoscere tutto quello che atteneva a questo meraviglioso viaggio che porta al diventare madre per la prima volta ho contattato l’ASL di zona per frequentare il corso preparto, una finestra su un mondo che mi ha portato ad essere quella che sono oggi.

Qui ho conosciuto una persona magica, Moretta, l’ostetrica che teneva il corso, e che lentamente mi ha traghettato in questo percorso tutto in divenire.

 

Qui ho consolidato tutte quelle idee che in fondo già avevo ma non sapevo dipanare: l’importanza di avere un parto naturale e difendere questa possibilità di autodeterminazione della donna, l’importanza di attaccare il bimbo al seno immediatamente dopo la nascita così da assecondare il naturale istinto alla suzione, l’importanza di assecondare i bisogni di contatto, nutrimento e protezione attraverso la presenza materna, l’importanza del co-sleeping ecc ecc. potrei parlare di questo per ore.

Ma mi concentro sulla mia esperienza di allattamento che è cominciata il 15 marzo 2012 con un bagaglio di aspettative ed un investimento emotivo enorme…ma come spesso succede nulla è andato come pensavo!

 

Sono stata ricoverata alla 42 esima settimana di gestazione.

Secondo il ginecologo non potevo davvero più aspettare. Mi è stato indotto il parto prima con le candele ma il travaglio stentava ad avviarsi e poi con l’ossitocina.

Sono stati i tre giorni più tesi della mia vita. Mia madre ha avuto sia per me che per mio fratello un parto naturale, in casa le sono arrivate le contrazioni ed è arrivata in ospedale solo per partorire… e nella mia testa così dovevo fare anche io.

Anzi, prolungando il più possibile il tempo di permanenza in casa così da essere certa di arrivare in ospedale con la dilatazione giusta per partorire naturalmente,tutto calcolato.

Ma si sa che ci cerca di controllare troppo gli eventi poi finisce per esserne travolto!

 

SEGUE

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>