Sono una persona ansiosa, quest’ansia non la sopporto più! ✿

Sento spesso dire: “Sono molto ansiosa”, “Ho un’ansia alle stelle”, “Quest’ansia non la sopporto più, non mi fa più vivere!”.
Ma che cos’è l’ansia di cui si parla?

 

All’interno di un primo episodio di attacco di panico, l’ansia si manifesta nel seguente modo: tensione diffusa nel corpo, tachicardia, tremori, pallore in viso, respirazione affannosa.
Di fronte ad una sintomatologia così devastante, esiste una cura? C’è un rimedio efficace?
Se si ragiona in termini emotivi, i sintomi dell’attacco di panico assomigliano molto ad un’emozione che si sperimenta di fronte a una situazione di pericolo: la paura.
Si pensi ad un animale inseguito da un predatore, per esempio un coniglio: non ha forse gli stessi sintomi del panicoso quando avverte il pericolo di essere catturato da un predatore?
E così come il coniglio si blocca di fronte al predatore, non capita forse anche alle persone ansiose di bloccarsi quando l’ansia arriva a toccare livelli insopportabili?
Di non riuscire più neanche a muoversi, tanta è la tensione?
Il pensiero stesso si blocca all’interno di quella che viene percepita essere una situazione di emergenza.

 

Quale è allora la paura di chi soffre di attacchi di panico?
Essa dipenderà dalla storia di vita individuale e da quali siano i temi di vita propri di ognuno. Ogni  persona ha un proprio nodo problematico, ovvero delle fragilità emotive e psicologiche che in un momento specifico dell’esistenza vengono richiamate fuori da eventi di vita particolarmente stressanti, come un lutto, una separazione, un esame,perfino una promozione sul lavoro, in poche parole da tutto ciò verso cui si sente di essere impreparati.
L’ansioso però tende a non guardare al proprio nodo problematico, ma fa un’attribuzione di significato che condizionerà notevolmente le sue future scelte di vita.
Infatti, per uno strano gioco della mente, tende ad attribuire al luogo in cui si è verificato l’attacco di panico –  per esempio un centro commerciale o un’autostrada – la “colpa” del proprio malessere. Ecco allora che prende forma la paura del centro commerciale, o la paura di guidare in autostrada, sulle quali sente di non avere controllo se non evitando di frequentare i luoghi temuti.

 

Il mostro viene percepito al di fuori di sé, e per questo motivo come qualcosa di estraneo da sé.
L’aiuto di un professionista diventa allora indispensabile, all’interno di un percorso terapeutico, per consentire all’ansioso di far luce sulle proprie emozioni e insicurezze, per trovare in maniera creativa strategie efficaci di gestione del problema.

 

D.ssa Claudia Apperti

Psicoterapeuta

 

 

 

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