Legame tra salute e longevità se si ha uno scopo nella vita

La lunghezza della vita media si è notevolmente allungata negli ultimi anni con i progressi della medicina e il miglioramento della qualità della vita. La ricerca scientifica si è concentrata a valutare ogni aspetto che possa avere un’influenza con questa estensione.

 

La Salute come definita dall’OMS, va oltre all’assenza di malattia e include una dimensione di benessere mentale e sociale. In questa prospettiva risulta appropriata l’inclusione di altre leve, oltre l’alimentazione e l’attività fisico-motoria, per mantenere uno stato di salute ottimale.
Si comprende, pertanto, perché la letteratura scientifica sia ricca di studi che indagano come l’avere degli obiettivi e degli scopi nella vita migliori la salute psico-fisica e la qualità della vita stessa.

 

Uno studio su JAMA Network si è occupato di possibili relazioni tra salute e l’avere uno scopo nella vita
Il mese scorso sul Journal of American Medical Association è stato pubblicato uno studio effettuato negli U.S.A. su circa 7000 persone di età superiore a 50 anni, distribuiti uniformemente fra maschi e femmine, per verificare l’associazione tra scopo nella vita e mortalità per qualsiasi causa.
Alcuni autori hanno definito lo scopo della vita (life purpose) come: auto-organizzazione della vita che stimola la generazione di obiettivi, promuove comportamenti sani e dà senso all’esistenza.

 

Le persone che non hanno uno scopo possono sentirsi senza speranza e mancano di motivazione per vivere una vita attiva e sana. Alcuni studi riportano come le persone con un forte obiettivo di vita si impegnino in comportamenti sani e abbiano un migliore stato di salute, soprattutto per quanto riguarda i disturbi del sonno, l’incidenza di ictus, la depressione e il diabete.
L’associazione tra scopo della vita e mortalità complessiva è stata già esplorata in passato, ma nessuno si è concentrato sul correlare lo scopo della vita con una causa specifica ad esito infausto.
Sono stati raccolti a partire dal 2006, mediante la compilazione di questionari e di scale di valutazione del benessere psico-sociale, tutti i dati inerenti a quanto forte fosse lo scopo della vita (su una scala numerica) e le varie patologie in atto dei partecipanti.

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Ciò che è emerso, a seguito dell’analisi dei dati, è un legame tra mortalità e scopo nella vita; la correlazione statisticamente significativa è risultata con le patologie cardio-circolatorie e quelle dell’apparato digerente.
I risultati di questo studio, si aggiungono a quanto già evidenziato dalla letteratura scientifica e cioè che la mancanza di uno scopo, di un obiettivo, di una prospettiva nella vita riduce la lunghezza della vita stessa, con una maggior insorgenza delle patologie indicate. Le stesse malattie che risultano essere tra quelle altamente influenzate dall’alimentazione

 

A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen
costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)

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