Ogni rumore, ogni suono, giunge ovattato e filtrato attraverso il liquido amniotico, ma l’universo in cui il feto cresce e si sviluppa non è mai silenzioso. I rumori costanti ed attutiti lo tranquillizzano, lo cullano, e l’associazione movimento-suono lo induce alla tranquillità e al sonno.
E dopo la nascita?
Ogni mamma che abbia avuto la fortuna di poter stringere a sé il proprio cucciolo appena nato, ha sicuramente percepito la tranquillità che può infondere nel neonato il contatto pelle a pelle: il bambino appoggia l’orecchio al corpo della mamma e sente immediatamente il suono a lui familiare del battito cardiaco.
È lo stesso istinto millenario che porta le mamme ad appoggiarsi i neonati sulle gambe e a dare colpetti regolari sul pannolino: il rumore continuo e ripetuto, aggiunto al tocco (lo stesso che il feto cefalico avvertiva durante la gestazione) ha un effetto tranquillizzante e rassicurante.
Da queste considerazioni nascono i “white noises”, ovvero i rumori bianchi: rumori continui ed ovattati, simili a ronzii di elettrodomestici o ad acqua che scorre, che ricreano i costanti stimoli uditivi che il feto riceveva nell’utero materno.
Tranquillizzano e rassicurano, e sono utilissimi nel caso in cui il neonato soffra di coliche o attraversi una delle fasi “difficili” che tutte le neomamme conoscono benissimo (eccesso di stanchezza, qualche doloretto…).
In questi casi, niente tranquillizza il neonato come il ripristino delle condizioni di vita uterine: luci soffuse, contatto pelle a pelle con la madre, white noises di sottofondo e, se possibile, seno a portata di bocca!
Lavale


Noi qui ci addormentiamo sempre col suono dell’asciugacapelli su youtube! Piace anche alla mamma!