Ancora sui rischi dei turni di lavoro notturni per la salute

ospedale
Il lavoro notturno? Mette a grave rischio la salute. Questa la conclusione alla quale è arrivato uno studio medico realizzato in America, che mette in evidenza una stretta correlazione tra turni di lavoro svolti durante le ore notturne e alcuni disturbi a lungo termine manifestati dai lavoratori. La ricerca, la più importante e indicativa mai realizzata sull’argomento, ha preso in considerazione un campione di 75.000 individui, tenuti sotto controllo per più di vent’anni.La ricerca è stata supportata dal National Cancer Institute e pubblicata nell’American Journal of Preventive Medicine, nota rivista medico-scientifica dedicata alla prevenzione. I dati mettono in evidenza un nesso tra l’alterazione dei ritmi del sonno, dovuta alle necessità organizzative dei turni di lavoro, e la maggiore incidenza di tumori e malattie cardiache e vascolari. Le preoccupanti percentuali, inoltre, svelano anche un aumento della mortalità dei lavoratori notturni pari all’11%, rispetto al tasso di mortalità di coloro che svolgono le proprie mansioni in orari diurni. L’indagine si è svolta prendendo in considerazione soggetti appartenenti alla sola categoria degli operatori socio-sanitari, anche allo scopo di ridurre al minimo l’eterogeneità di fattori che si sarebbe potuta riscontrare in un gruppo variegato di attività lavorative.La ragione di questa correlazione sarebbe da ricercare nell’effetto che il corretto ciclo sonno-veglia esercita sulla produzione di melatonina. L’alterazione dei normali ritmi biologici del sonno, infatti, contribuisce direttamente a inibire la produzione della preziosa melatonina, che svolge un importante effetto di protezione dei vasi sanguigni e del DNA, impedendo quelle mutazioni che sarebbero alla base del tumore. Del resto, che il lavoro notturno fosse uno dei possibili fattori che favoriscono l’insorgere di cancro, non è una novità: già nel 2010, l’International Agency for Research on Cancer aveva classificato questo tipo di turni come “probabilmente cancerogeno”.I rischi legati ai tumori e alle malattie cardiovascolari non esauriscono le conseguenze negative sulla salute legate al lavoro notturno. Da tempo, infatti, è noto l’effetto di questo tipo di turni sulle capacità cerebrali e cognitive, il cui peggioramento sarebbe accelerato proprio dall’abituale svolgimento di lavoro durante le ore che dovrebbero essere dedicate al riposo. Chi lavora di notte, insomma, a lungo andare vedrebbe gradualmente ridotta l’attenzione, la memoria e le capacità di reazione ed elaborazione del proprio cervello.

La conclusione dell’analisi suggerisce, quando possibile, di evitare modalità di organizzazione del lavoro che interferiscano con i naturali ritmi del sonno e della veglia. Quando questo non sia possibile, per via della particolare tipologia della mansione svolta, la soluzione potrebbe essere quella di usare tutte le accortezze possibili per ridurre le conseguenze dannose sulla salute. Il lavoratore, quindi, dovrebbe avere a disposizione una certa flessibilità nella gestione delle pause e dei riposi settimanali.

Fonte: http://www.ajpmonline.org/article/S0749-3797(14)00623-0/fulltext

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