Riconoscere i DSA – Disturbi specifici di apprendimento ✿

lettura

I disturbi specifici di apprendimento si possono manifestare con una lettura scorretta (numero di errori commessi durante la lettura) e/o lenta (tempo impiegato per la lettura).

Può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto indipendente dai disturbi di comprensione in ascolto che dai disturbi di decodifica (correttezza e rapidità) del testo scritto.
La Consensus Conference ha ribadito l’importanza di promuovere la ricerca per identificare il disturbo di comprensione del testo come separato da quello di decodifica (correttezza e rapidità).
Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l’inversione di lettere e di numeri (es. 21 – 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d).
A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno.

Può inoltre, fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra, ieri/domani, mesi e giorni, lettura dell’orologio…) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa.
In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nella capacità di attenzione e di concentrazione.
Spesso il bambino finisce con l’avere problemi psicologici, quale demotivazione, scarsa autostima, ma questi sono una conseguenza, non la causa della dislessia.
Il bambino appare disorganizzato nelle sue attività, sia a casa che a scuola. Ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente.

Il disturbo specifico comporta un impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e /o per le attività della vita quotidiana.
Già nella scuola dell’infanzia bambini che presentano uno sviluppo linguistico (sia in produzione e/o comprensione) atipico, come parole storpiate, scarso vocabolario, dovrebbero consultare il pediatra che nel bilancio di salute annuale deve monitorare le situazioni a rischio valutando anche l’anamnesi familiare (presenza di disturbo specifico del linguaggio, dislessia) ed inviando il bambino alle strutture competenti.

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Se al termine del primo anno della scuola primaria di primo grado il bambino presenta una delle seguenti caratteristiche:
1) difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema grafema;
2) mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura
3) eccessiva lentezza nella lettura e scrittura
4) incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile

è opportuno consultare le strutture competenti rivolgendosi ad uno specialista (neuropsichiatra, psicologo) per avere una diagnosi.

L’Associazione Italiana Dislessia offre al riguardo una consulenza gratuita indicando i Centri competenti a cui riferirsi a seconda della Regione di appartenenza.

Catia

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Redazione Mammole

La redazione è composta da professionisti e dalle mamme della più grande comunità web. Il progetto editoriale coniuga la promozione della salute maternoinfantile con l'orientamento naturale, consapevole e partecipativo.

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