Respirare è vivere ✿

respiro

“Ho l’affanno, ho un nodo in gola, non ho neppure il tempo per respirare …”
Questi in genere sono i soli momenti in cui si diventa consapevoli del proprio respiro.

 

Non possiamo evitare di respirare: il respiro rappresenta l’essenza della vita.
Lo stile di vita attuale ha però portato alla nostra società lo stress, dannoso per la salute psicofisica.
Questa vita frenetica ha ridotto notevolmente la nostra capacità di respirazione e quindi accelerato i battiti cardiaci.
Attraverso la respirazione, e in particolare durante l’espirazione, eliminiamo il 70% delle tossine contenute nel nostro corpo, mentre solo il 30% delle scorie eliminate e’ costituito da feci, urina e sudore. Quindi una respirazione profonda e consapevole e’ disintossicante e purificante per il nostro organismo.
L’ossigenazione data dalla respirazione completa, aumenta la lucidità della nostra mente, rallenta i battiti cardiaci, rende più energici a livello fisico e migliora il sonno.
Nemmeno le funzioni digestive e intestinali sono risparmiate, poiché durante la respirazione profonda avviene un massaggio di tutti gli organi interni.
La respirazione completa può inoltre risolvere situazioni emozionali in disequilibrio e aiutare in caso di ansia, timidezza e paure.

 

Non è un caso allora che il respiro rappresenti il riflesso fisico ed emotivo della persona.
Le pratiche orientali di meditazione e di yoga conoscono da millenni i vantaggi di una respirazione lenta, profonda e consapevole (pratica che in occidente ha assunto il nome di training autogeno).
Forse non ce ne rendiamo conto, ma ricorriamo sempre al respiro nei momenti difficili per poter avere subito un immediato sollievo.
Il respiro ci mette in contatto con la parte più vera di noi stessi e con le nostre emozioni, ecco perché lo tratteniamo quando “non vogliamo sentire”. Però questa vita moderna ci ha fatto dimenticare che dobbiamo tornare a far fluire il respiro dopo uno spavento o una situazione di stress.
L’immobilità fisica che attualmente affligge una larga fetta della popolazione ha poi modificato il respiro rendendolo invariato, e noi cerchiamo di rompere questa monotonia respiratoria con l’attività fisica, e i bambini lo sanno bene… correre, saltare, nuotare, sono tutte azioni che danno una sferzata di energia al nostro respiro, e alla fine ci sentiamo stanchi… ma inspiegabilmente felici.

 

Facciamo un passo indietro e torniamo alle nostre origini… La vita inizia con una inspirazione, i nostri polmoni si riempiono di aria e inizia il grande viaggio sul pianeta Terra.
Ma diamo uno sguardo ancora più indietro… Alcune ricerche hanno dimostrano l’esistenza di movimenti respiratori fetali a partire dal 40° giorno di gestazione.
Se, per qualunque ragione attraverso la placenta arriva meno ossigeno, il feto sospende subito questi movimenti per salvaguardare l’apporto di ossigeno agli organi vitali.
Il diaframma e’ il grande distributore di energia e sensazioni energetiche, quindi si capisce perché si impari presto (anzi prestissimo) a bloccarlo per difendersi dalle sensazioni spiacevoli e dolorose.

 

Fin dalla vita fetale l’individuo impara a frenare i movimenti diaframmatici per difendere la propria vita.
Perciò man mano che cresciamo, il respiro cambia in base alle nostre esperienze di vita.
Traumi fisici e psicologici, grandi o piccoli che siano, modificano la respirazione e senza accorgerci iniziamo a mettere delle piccole pause nel respiro, tratteniamo il fiato, andiamo in apnea.
Un’attività respiratoria insufficiente altera il flusso delle sensazioni e delle emozioni nel corpo e, in un circolo vizioso, l’alterazione del flusso delle emozioni induce e consolida un’alterazione dell’atto respiratorio. In una tale situazione lo spirito\respiro si sente “soffocare”, e può cadere in uno stato di sorda sofferenza.
Quindi é importante per il nostro benessere psicofisico imparare ad ascoltarci dentro, ascoltare l’aria che entra nei nostri polmoni e riempire di ossigeno la pancia rendendo profonda e diaframmatica la nostra respirazione e poi liberare l’aria eliminando tutte le scorie.

 

”Ricorda: osserva semplicemente. Non sforzarti di osservare. […]
Non tentare di fare respiri profondi, non sforzarti di inspirare o espirare, non fare nulla. Rilassati semplicemente, e lascia che il respiro sia naturale – che espiri spontaneamente, e che inspiri di per sé – e molte cose si dischiuderanno davanti a te.”

-Osho-

 

Articolo di Dama Bianca

 

 

 

 

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