Ti racconto il mio parto… By Francesca ✿

parto in acqua

Finalmente posso raccontarvi il mio parto, ma credo sia bene premettere che il mio racconto dovrebbe partire da circa sei mesi fa, quando ho cominciato ad avere il terrore vero del grande momento.

 

Mi sognavo di notte, avevo il panico, ero fermamente decisa a partorire solo in una struttura che garantisse l’epidurale, credevo che non sarei mai riuscita a farcela da sola, pensavo di non essere in grado di poter far uscire da me un’altra vita.
Poi piano, piano, ho iniziato un percorso interiore, ho cercato di “sentire” cosa avrebbe preferito il mio bambino, gli parlavo e gli chiedevo di illuminarmi, di aiutarmi a capire quale fosse la decisione migliore per entrambi.
Proprio durante l’ultimo mese di gravidanza ho capito cosa avrei dovuto fare: affidarmi all’istinto e decidere con il cuore.
E così ho fatto.
Ho disertato l’ospedale dove ho fatto il corso e tutte le visite (compresa quella con l’anestesista) e ho deciso di andare in un’altra struttura, sperando di riuscire a partorire in acqua.

 

 

Qui comincia il racconto vero e proprio del giorno più emozionante della mia vita, il giorno in cui ho avvertito qualcosa di divino nella mia vita, il giorno in cui ho sentito che in una piccola parte di quel miracolo che stava accadendo c’ero anche io.
I primi dolori iniziano giovedì sera, già dal pomeriggio mi sentivo strana, ero andata a fare una passeggiata con il mio papà per sgranchirmi un po’ le gambe e ogni tanto sentivo la pancia dura e avvertivo un leggero senso di fastidio.
Dopo cena mi sdraio sul divano e inizio a guardare la Tv, i dolori vanno e vengono, sono molto sopportabili, tipo dolori mestruali.
Inizio a cronometrare la durata e gli intervalli e noto che non durano più di 20/30 secondi, quindi verso le 23.00 andiamo a letto tranquilli.
Verso le 2.00 mi sveglio con una contrazione un po’ più forte ma cerco di stare a letto il più possibile.
Alle 4.30, nonostante le contrazioni siano distanziate di circa 10/12 minuti, telefono all’ospedale perché mi accorgo di avere delle perdite abbondanti, l’ostetrica mi tranquillizza e mi dice di aspettare ad andare in ospedale, che avrei potuto iniziare il travaglio vero e proprio anche il giorno successivo.

 

Torno a letto ma dopo circa due ore le contrazioni sono molto ravvicinate, circa una ogni 3 minuti, con mio marito decidiamo di andare in ospedale e, dopo la visita col ginecologo, vengo ricoverata verso le 7.30
Alle 8.00 ho una dilatazione di 4 cm e inizio ad avere dolori un po’ più forti.
Quando finisce il monitoraggio l’ostetrica, mi dice che probabilmente il bimbo nascerà nel pomeriggio e mi chiede se voglio provare a fare il travaglio in acqua, io accetto subito.
Mentre si riempie la vasca abbraccio mio marito ad ogni contrazione, ci sono anche delle corde intrecciate appese al soffitto e quando i dolori aumentano ulteriormente inizio a dondolare il bacino tenendomi aggrappata alle corde, il dondolio mi da molto sollievo…

 

Finalmente la vasca è piena, appena entro e mi immergo avverto un sollievo immediato, i muscoli si rilassano e per un po’ riesco a gestire bene le contrazioni, Michela mi controlla e mi dice che vado benissimo, sono già a 7 cm di dilatazione e probabilmente il bimbo nascerà prima del pomeriggio.
Nella vasca sperimento diverse posizioni, la mia preferita per le pause è girata sul fianco, con mio marito che mi da tanti baci sulla fronte mi accarezza la testa, lui è stato davvero eccezionale.
Ad ogni contrazione mi aggrappo ad una corda appesa sopra la vasca, i dolori cominciano ad essere molto forti, verso le 10.00 sento il bisogno di spingere e Michela mi dice che sono a 9 cm di dilatazione ma che se voglio posso iniziare a spingere un po’.
Cerco di sfruttare tutta la contrazione per spingere ma non sempre ci riesco, il dolore si intensifica e io trovo sollievo gridando, ma ormai non sono grida “normali”, sembrano quasi ruggiti, è questa la parola che userà mio marito più tardi.

 

E’ strano, ma gridare mi da la forza di spingere.
Michela mi dice “Da adesso in poi segui il tuo istinto”; ormai sono quasi senza forze, fra una contrazione e l’altra mi addormento, viene aggiunta altra acqua calda.
Ad ogni nuova contrazione mi chiedo dentro di me quanto mancherà, sento di non farcela, mia madre, mio marito e l’ostetrica iniziano a dirmi che si vede la testa, che manca poco, ma io non ci credo.

 

E’ in questo momento che credo di morire.
Poi sento che sta succedendo da sé.
Mi dicono di aprire gli occhi e Davide è lì, sulla mia pancia.
Il dolore è scomparso. Io sono rinata con il mio bambino.
E’ incredibile con quanta rapidità si passi dalla sofferenza alla gioia pura.
Bagno il mio bimbo con l’acqua calda, gli ripeto mille volte “Amore mio” e vedo mio marito che soffoca un singhiozzo, non l’ho mai visto tanto emozionato in vita mia.
Quando esco dalla vasca mi vengono i brividi, non so se è per il freddo o per l’emozione, mi avvolgono in un telo e io non riesco a smettere di seguire il mio piccolo con lo sguardo.
Il medico mi visita, non c’è stato bisogno di episiotomia, ho solo una piccola lacerazione superficiale che viene suturata in un attimo, nemmeno me ne accorgo.
Vado a letto sulle mie gambe, con mio marito accanto e mi attaccano subito Davide al seno.
Lo guardo negli occhi e in quel momento so che per tutta la vita sarò perdutamente innamorata di lui.
Davide è nato il 21 Aprile alle 12.00 in punto.

 

 

Francesca (Frapinguina)

 

 

 

 

Disclaimer
I nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.
I racconti non possono essere pertanto riconducibili ad alcun luogo di nascita, pertanto la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto maternità, non lo identifica come un evento avvenuto in una specifica struttura.

 

 

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2 thoughts on “Ti racconto il mio parto… By Francesca ✿

  • 5 Marzo 2016 in 22:13
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    Io vorrei raccontare il mio parto …Dove posso raccontarlo?

    Risposta

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