Arriviamo a metà dei nove mesi ed io sento il desiderio di poter partorire in casa, non è facile convincere il mio compagno… siamo diversi, viviamo sensazioni differenti, ma alla fine lui realizza l’importanza del parto per me.
Io penso a me e a questo nuovo bambino, ma anche al resto della famiglia voglio che ci sia sacralità e che vengano rispettati i tempi in cui ci incontreremo.
Il termine è previsto per il 10 aprile ma per mesi dico all’ostetrica che partorirò il 7 perché tutti i miei figli sono nati il 7 e lei subito si fa spostare il turno per assicurarmi la reperibilità e quando la mattina del 7 la chiamo dicendole che ho perso il tappo mi dice che era in attesa di notizie dalla mezzanotte.
Passo la mattinata in passeggiata con mio figlio, ho recuperato improvvisamente le forze sono energica, so che Isaia sta per arrivare.
All’una rientro a casa inizia qualche doloretto rimango a casa con mio figlio e mando il mio compagno a lavoro… sono nella fase del travaglio dove ci si mette a fare le pulizie a riordinare casa, ma le fasi sono corte una dall’altra e improvvisamente mi ritrovo ad aver bisogno di solitudine e chiamo la nonna che che farà da babysitter.
Sto bene nel mio bagno con le luci spente… SEGUE



Che racconto stupendo.. Ho letto ridendo per il tecnico dei citofoni!!! Ma poi mi sono sciolta in lacrime di commozione.
Bellissima, bellissima storia!