Ti racconto il mio parto… by Irenef ✿

parto in casa

Alla mia terza gravidanza ho imparato a conoscermi meglio come donna e madre.

 

Decido che questa gravidanza per quanto mi sarà possibile sia indisturbata.
Vedo un paio di ostetriche e scelgo quella con cui mi sento più in sintonia, iniziamo un cammino insieme.
E’ un’esperienza nuova per me, mi sento sostenuta seguita ma allo stesso tempo libera di scegliere per me e questo nuovo figlio, mi sento considerata non solo fisicamente ma anche emotivamente.

 

L’ostetrica viene da noi per le visite in casa mia, conosce il resto della famiglia rende partecipe l’altro mio figlio.
Le sue mani abili toccano la pancia mi insegna le posizioni del bambino, si informa sui suoi movimenti e mi da lo spazio e il modo di entrare in sintonia con quel figlio che oggi tra le mie braccia riconosco lo stesso della mia pancia.
Misura, ascolta il cuore… si prende cura di noi ma soprattutto mi insegna ad ascoltarmi a fermarmi quando sono troppo stanca.
E’ una gravidanza rispettata, siamo in sintonia e procede nella fisiologia.

 

Arriviamo a metà dei nove mesi ed io sento il desiderio di poter partorire in casa, non è facile convincere il mio compagno… siamo diversi, viviamo sensazioni differenti, ma alla fine lui realizza l’importanza del parto per me.
Io penso a me e a questo nuovo bambino, ma anche al resto della famiglia voglio che ci sia sacralità e che vengano rispettati i tempi in cui ci incontreremo.
Il termine è previsto per il 10 aprile ma per mesi dico all’ostetrica che partorirò il 7 perché tutti i miei figli sono nati il 7 e lei subito si fa spostare il turno per assicurarmi la reperibilità e quando la mattina del 7 la chiamo dicendole che ho perso il tappo mi dice che era in attesa di notizie dalla mezzanotte.
Passo la mattinata in passeggiata con mio figlio, ho recuperato improvvisamente le forze sono energica, so che Isaia sta per arrivare.

 

All’una rientro a casa inizia qualche doloretto, rimango a casa con mio figlio e mando il mio compagno a lavoro… sono nella fase del travaglio dove ci si mette a fare le pulizie a riordinare casa, ma le fasi sono corte una dall’altra e improvvisamente mi ritrovo ad aver bisogno di solitudine e chiamo la nonna che che farà da babysitter.
Sto bene nel mio bagno con le luci spente, avviso ostetrica ed il papà che arriva alle 15.15 e solo dopo mi dirà che le contrazioni erano ogni 2 minuti… sento il bambino mettersi in posizione, lo accarezzo gli parlo poi tocco sento la testa, poco dopo si rompono le acque… suona il campanello… pensiamo all’ostetrica invece è il tecnico dei citofoni (poi ne abbiamo riso!).

 

Arriva l’ostetrica alle 15.35 mi fa raggiungere il letto, due spinte, poi mi dice di attendere di soffiare come in una candela per non lacerarmi e sento mio figlio ruotare e da solo uscire… un piccolo vagito ed è tra le mie braccia sul mio petto attaccato al seno… ci guardiamo per la prima volta i suoi occhi profondi nei miei ed è amore.

 

Sono le 15.48.
Attendiamo la seconda parte del parto intanto nel mio letto arriva il resto della mia famiglia: mio figlio, il mio compagno e mia mamma… è bellissimo condividere questo momento!
E’ così naturale, è vita!

 

Isaia rimane attaccato alla sua placenta per alcuni giorni e riposa tranquillo e in pace senza essere lavato e costantemente manipolato… non gli viene praticata iniezione della vitamina k e antibiotico agli occhi…
L’ostetrica ci ha vegliati per le ore successive al parto e alla sera quando mi stavo addormentando nella mia camera con i miei figli tra le braccia è apparsa come un angelo per controllare l’andamento.
Nella settimana successiva ogni giorno è venuta da noi e ci ha sostenuto in questo nuovo inizio di percorso.

 

Ha rispettato le mie scelte, il mio corpo e mio figlio…
Oggi un parto in casa è molto selezionato, in poche regioni è rimborsato, e capisco che non tutte le donne si sentano di affrontarlo, ma sono dell’idea che per una donna sia importante avere la propria ostetrica sia che partorisca a casa che in ospedale.
Quest’esperienza mi ha cambiata come donna ma anche come madre!

 

 

 

Disclaimer:
I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.
I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali.
I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita preciso, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto nella specifica struttura.

 

 

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One thought on “Ti racconto il mio parto… by Irenef ✿

  • 2 Settembre 2016 in 18:55
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    Che racconto stupendo.. Ho letto ridendo per il tecnico dei citofoni!!! Ma poi mi sono sciolta in lacrime di commozione.
    Bellissima, bellissima storia!

    Risposta

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