Io non riesco neanche a tenere le gambe aperte, mi contraggo tutta, voglio che mi lascino stare, voglio solo spingere.
E poi, finalmente, quella frase “Giusy, sei pronta, andiamo in sala parto!” Come?, dico io e loro “a piedi!”.

In quei brevi secondi che mi separano alla contrazione successiva, appesa a Marco da una parte e all’ostetrica dall’altra, mi trascino in sala parto, mi metto sul lettino, mi dicono di aggrapparmi alle maniglie e tirare con tutta la forza che ho, alla prossima contrazione SPINGI! E via, prima spinta fatta nulla.

Marco non capisce più niente, vedo che mi si mette di fianco, cerca di vedere qualcosa…
Via, adesso, spingi!! In un attimo sento un pianto minuscolo, vedo una sagoma a forma di bimba, il dolore scompare totalmente come per magia, in un secondo, io sto BENISSIMO!!!

È un sogno, non ci posso credere, avvolgono la bimba in una coperta e me l’appoggiano sulla pancia, io la guardo, non ci posso credere, sei mia, sei nostra!!

Marco mi stringe la mano, ha uno sguardo che non dimenticherò mai… [SEGUE]

 

 

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