Alle 6 arriva l’ostetrica del turno di mattina, quella che mi condurrà, con una calma e una dedizione uniche, alla spinta finale in sala parto. Mi visita: 2 cm. E’ un disastro, mi rendo conto che sarà molto più lungo del previsto.
Mi fanno cambiare stanza, ora mi trovo in una sala travaglio più grande e accogliente, lì passerò le successive 5 ore, in preda a dolori che non riesco a controllare, e in balia di un corpo che non risponde alla mia volontà.
L’ostetrica mi incoraggia in continuazione, mi dice che io ce la posso fare, che noi donne siamo fortissime, soprattutto quando stiamo per diventare madri.. Ma io non ce la faccio, sto per cedere.
Marco a ogni contrazione mi fa respirare, io mi aggrappo al suo collo, implorandolo di aiutarmi.
Ennesima visita, la dottoressa e l’ostetrica si dicono qualcosa, forse siamo a 10!
Io non riesco neanche a tenere le gambe aperte… [SEGUE]


