Scatta l’allarme. Marco si agita, blocca l’ordine delle pizze: “scusate, non lo prendiamo più il dolce: penso che mia moglie stia per partorire..” E via, la cameriera sbigottita mi guarda e mi chiede se ho bisogno d’aiuto, il gestore della pizzeria ci offre la sua macchina per andare in ospedale.
Ma non serve, per fortuna avevamo la nostra!
A fatica (che imbarazzo camminare nella sala del ristorante con i pantaloni fradici!!) raggiungo l’auto, mi metto tutta di lato per non sporcare il sedile.
Arriviamo a casa, mi guardo le perdite, per fortuna sono pulite, anche se un po’ rosate. Chiamo la mia ginecologa, che mi tranquillizza, mi raccomanda di farmi una bella doccia, preparare tutto senza agitazione e recarmi in ospedale, ho perso le acque, per cui mi ricovereranno senza dubbio. Sono le 22.30 e arrivo in ostetricia, mi fanno sdraiare per il primo tracciato.
Le contrazioni sono iniziate, ma molto leggere, io quasi non le avverto neanche. Sto così per un bel po’, mi accorgo che stanno per arrivare le contrazioni solo quando sento il cuoricino della bimba battere più forte, altrimenti non avvertirei niente, e mi dico “bè, forse non sono così tremende queste benedette contrazioni di cui parlano tutte!!”.
Non sapevo quello che mi aspettava.
Marco ed io siamo esaltatissimi… [SEGUE]


