Ti racconto il mio parto… By Federica ✿

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Mi chiamo Federica e vi racconto la nascita di nostro figlio Riccardo.
Sono alla 41+3 e Richi ancora non si palesa, così arrivo in ospedale per l’induzione programmata.

 

Iniziano dal mattino la somministrazione di prostaglandine ma a mezzanotte ancora nessuna novità importante. Il mio compagno va a casa e anche io mi addormento serena. Il mattino successivo ricomincia la seconda somministrazione e sin da subito capisco che il momento sta arrivando, le contrazioni iniziano a farsi sentire!

 

Le sento come un’onda che arriva e mi travolge per poi attenuarsi. Chiamo in fretta e furia il mio compagno, ho bisogno del suo sostegno, adesso, subito! Ho la sensazione di perdere il controllo e allo stesso tempo ho voglia di immergermi in me stessa, dove sento catapultati tutti i miei sensi. Non mi importa delle altre persone, urlo, la mia pancia urla, la sensazione che sento è fortissima, indomabile.

Non voglio chiamarla dolore o male perché non la avverto come negativa. Piuttosto un ordine, una direttiva del corpo che mi guidava esattamente nei movimenti e nelle posture.

Se sbagliavo di pochi millimetri il dolore compariva ed immediatamente capivo quale posizione dovevo adottare.

 

Quando azzeccavo la giusta postura il dolore spariva e arrivava una voglia irrefrenabile di spingere. “È troppo presto per spingere, facciamo la peridurale?” diceva l’ostetrica ma io non riuscivo a controllare l’impulso e non volevo l’anestesia, sentivo che il momento era arrivato ed ero pronta. Così mi ha aiutata a rilassarmi e nel giro di pochissimo ha visto la testa! “Spingi… quando arriva la contrazione” ed io immaginavo di cavalcare l’onda…

Non riuscivo a capire bene le sue istruzioni, mi sentivo fortemente ovattata ma lei ha continuato a ripetere lentamente le indicazioni finché ad una spinta giusta la testa è uscita!

“Fermati, non stringere adesso, la testa è fuori, aspettiamo la prossima contrazione”.

Lo sento sgusciare via, eccolo sulla mia pancia.

Sono accecata dalle lacrime, dall’emozione!

 

Il mio compagno taglia il cordone, lavano il bambino ed io sono ancora ovattata è un po’ stordita, ecco che esce anche la placenta, questa volta la sensazione è quasi lenitiva, di morbidezza.
Improvvisamente mi risveglio, torno lucida e vigile. Chiedo al mio compagno che ore sono, quanto ci abbiamo messo “alle 11 siamo arrivati in sala parto, alle 13:52 è nato!” Siamo stati velocissimi! Grazie ostetrica, mi hai accompagnata, mi hai ascoltata, mi hai guidata e mi hai accudita…

 

Federica

 

 

Disclaimer

I dettagli sui nomi degli ospedali o dei professionisti, vengono omessi o modificati dalla redazione per evitare ogni relazione con gli specifici punti nascita.

I contenuti scelti sono tratti dai raccolti nel forum di Mammole o pervengono direttamente alla redazione segreteria[at]mammole.it e la pubblicazione viene rilanciata su tutta la rete del network, che è costituita da centinaia di pagine FB dei vari ospedali locali.

I racconti non possono essere pertanto riconducibili a nessun luogo di nascita specifico, la pubblicazione sulla pagina del singolo reparto non lo identifica come un evento avvenuto in quella struttura.

 

 

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