Abbracci e coccole non compensano le punizioni fisiche ✿

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“Abbracci e coccole non compensano le punizioni fisiche”, questo è quanto alcuni studiosi sostengono circa la disciplina da utilizzare sui bambini.

 

Educare i propri figli è importante ma è necessario fare attenzione ai metodi utilizzati, infatti questi non sempre risultano adeguati a determinare una perfetta crescita psicofisica del bambino.

In alcuni genitori c’è ancora la convinzione che, ai fini del processo educativo, sia utile impartire punizioni fisiche. Questo atteggiamento genitoriale piuttosto aggressivo solitamente sfocia sotto forma di sensi di colpa, subito dopo compensati da coccole e abbracci.

Le manifestazioni affettive rappresentano una fonte di arricchimento emotivo per i figli ma solo quando essi avvengono in un contesto sereno e fiducioso.

 

Alcuni recenti studi condotti dalla Duke University, una delle università più famose e più prestigiose degli Stati Uniti, dimostrano che le manifestazioni d’amore non eliminano gli stati d’ansia del bambino causati dalle punizioni fisiche, ma possono addirittura peggiorare la situazione (Journal of Clinical Child Psychology e Adolescent).

Per dimostrare tale teoria sono state effettuate alcune interviste a più di mille bambini dai 7 ai 10 anni e alle loro madri provenienti da 8 paesi diversi ( Cina, Colombia, Italia, Giordania, Kenya, Filippine, Thailandia e Stati Uniti). Lo scopo di tale studio era quello di verificare se la relazione tra punizioni fisiche e stati d’ansia del bambino veniva moderata dal calore materno.

Il risultato è stato alquanto sorprendente.

 

Il capo ricercatore Jennifer E. Lansford della Duke University ha dimostrato come l’ansia del bambino peggiori, quando suo padre o sua madre si mostrano affettuosi subito dopo averlo punito fisicamente.

L’esito di queste ricerche mette in evidenza quanto sia necessario che i pediatri e gli operatori dell’infanzia (educatori, puericultori) si preoccupino di consigliare i genitori di non utilizzare le punizioni corporali.

Janet Lansbury, esperta educatrice e celebre autrice di libri sull’educazione dei bambini, ha messo in evidenza quanto risulti più salutare e meno rischioso utilizzare una disciplina non fisica. “Disciplina” significa educare,  non punire. Si tratta di un campo piuttosto delicato non sempre facile per i genitori; spesso essi diventano irrazionali o eccessivamente arrabbiati quando devono impartire l’educazione ai propri figli.

 

Esistono metodi non fisici più efficaci, che permettono di ottenere i risultati desiderati. Le punizione corporali provocano una serie di reazioni negative nei bambini, quali ansia e aggressività; invece è stato documentato che i bimbi piu’ obbedienti sono proprio quelli che vivono una vita più felice e serena.

Stephanie Mihalas, psicologa infantile e della famiglia, spiega che “i genitori che utilizzano serenamente piccole e semplici strategie possono effettivamente cambiare il comportamento dei loro bimbi ribelli, ma troppo spesso essi trasformano la disciplina in una prova estenuante”.

 

Sempre secondo la Lansbury, occorre che i genitori si rendano conto che il cattivo comportamento dei bambini non è né del tutto inconsapevole, ma neppure davvero intenzionale. Quindi devono cercare di mantenere una sorta di complicità con i propri figli. Se davvero desiderano raggiungere il loro obiettivo, devono necessariamente rendere i loro bambini felici cercando di mantenere uno splendido e duraturo rapporto con loro.

“I bimbi sono più propensi ad imparare quando si trovano in un clima confortante di sicurezza e di stretta connessione affettiva con i loro genitori”, sostiene Lansbury “ma, in base al tipo di disciplina da essi utilizzata, questa connessione può subire variazioni”.

Non saranno di certo gli abbracci e le coccole a compensare gli effetti provocati da una dura disciplina impartita con le punizioni fisiche!

 

 

Fonte scientifica:

Corporal Punishment, Maternal Warmth, and Child Adjustment: A Longitudinal Study in Eight Countries

 

 

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