
Ecco ci siamo, inizia lo stress pre-natalizio. I regali, il pranzo, le decorazioni, l’albero, il presepe.
Una mia amica a metà novembre aveva già fatto tutto: “Così mi sono tolta il pensiero e anche quest’anno è fatta!”. Mi ha detto orgogliosa.
Tutto quello che ci impegna per più di cinque minuti è diventato un fastidio. Dobbiamo fare tutto velocemente, non c’è tempo, ma dobbiamo arrivare a far tutto ugualmente. E allora “facciamo”, senza sapere bene perché.
No. Quest’anno proprio non posso farcela ad arrivare così al Natale, e i bambini poi, cosa raccolgono da questo nostro vivere compulsivo?
Ho deciso: questo Natale invece di aggiungere, tolgo.
Tolgo l’inutile che distrae, per arrivare al cuore delle cose.
Questa “purificazione” passa anche dalle cose materiali intorno a noi e così questi compiti li possiamo svolgere con una consapevolezza nuova.
Presepe, albero e decorazioni.
Mica bisogna farli così per fare. Qual è il senso del preparare la casa a festa, dell’addobbare un albero e nel rappresentare un avvenimento? Come far arrivare ai bambini il senso di questi gesti?
Noi abbiamo fatto così:
Il presepe cominciamo ad allestirlo nella prima settimana d’Avvento, con due teli rosso e blu, sassi e minerali per preparare la strada verso la capanna e una spirale d’Avvento con 24 candeline da accendere ogni sera progressivamente fino a Natale.
Ogni settimana aggiungiamo: piante, muschio, rametti, pigne per il mondo vegetale, animali e infine i personaggi.
Per l’albero abbiamo adottato un sistema simile, lo vestiamo a festa lentamente, giorno dopo giorno; arriverà così al suo massimo splendore, proprio la notte di Natale con le luci finalmente accese.
E i bambini attendono in un’atmosfera raccolta, perché è l’anima la prima a doversi preparare a questa grande festa.
Regali
Perché si fanno i regali a Natale? E’ proprio necessario?
Un piccolo dono va’ fatto, con il significato di portare all’altro la nostra felicità. Il senso è chiamarlo Dono, non regalo.
Fate trovare ai bimbi sotto l’albero il solo, unico, vero Dono di Natale, quel gioco che si fa attendere, ma che sa poi meravigliare e generare gratitudine in chi lo riceve.
Gli altri (tanti!) regali, sono quelli che con gioia donano i nonni, gli zii e tutti gli altri parenti.
Ecco perché preferisco regalare cose semplici, fatte da noi con l’aiuto dei bambini, oppure comprate da piccoli fornitori locali.
Vi sembra di non aver tempo? Non è vero. Bastano uno o due pomeriggi a casa con i bambini, invece di stressarsi alla ricerca del regalo perfetto, in giro per supermercati colmi di gente isterica e code interminabili alla cassa.
Vi auguro dunque, di riuscire ad attendere questo Natale con gioia e speranza, di viverlo con meraviglia e di essere grati per tutto quello che ci porterà.
Mammamichi
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