L’effetto “horror” del pianto neonatale ✿

Sapevo che una parte importante dei film dell’orrore fosse la musica e che grazie alla colonna sonora il regista dà più impeto ad alcune scene. Insomma, se si guardasse “Lo squalo” senza audio, farebbe spaventare meno. La bravura del tecnico del suono sta quindi nell’accostare i rumori giusti al fotogramma cruciale. Passi, scricchiolii, urla…

 

Ma oggi ho imparato un’altra cosa: la musica dei film horror incute terrore, quindi paura prolungata, perché ricorda il pianto di un neonato!
Ebbene sì, il cervello umano si lascia ingannare dall’assonanza dei suoni, dando la sensazione di imminente pericolo proprio come se dovessimo salvare un bambino, come se la sua vita fosse nelle nostre mani.

 

E così le gambe tremano, le mani sudano e il cuore batte all’impazzata!
E tutto perché la nostra mente è programmata per farci entrare in azione per proteggere la specie!
E’ quindi dalla notte dei tempi che il neonato “sa” che deve piangere quando si sente in pericolo e se, una volta, essere lasciato a dormire da solo significava rischiare la vita per la presenza di predatori feroci, oggi è comunque una situazione di disagio per il cucciolo d’uomo che si agita e richiama a sé l’attenzione dei genitori col pianto.

 

Perciò è innato per la mamma correre alla culla se il bebè strilla ed è tanto inutile che qualcuno le dica che “così lo vizia” perché lei sta soltanto rispondendo al suo istinto primordiale!
E poi non ho mai capito perché rispondere alla richiesta d’aiuto di una vecchietta, di un amico o della mamma, è buona educazione, eticamente corretto e socialmente accettato, mentre correre ad accudire proprio figlio è esagerato…

 

Nicla

 

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