Allarme pediculosi. Il mio bambino ha preso i pidocchi! ✿

pidocchi

Perché il mio bambino ha preso i pidocchi?
Sono sempre più le mamme e di ogni condizione sociale a porsi questa domanda. Vediamo quali sono le cause e i possibili rimedi per eliminare l’ospite indesiderato.

 

Seppur sia la primavera la stagione con la maggior diffusione, la problematica è presente ormai in ogni epoca dell’anno.
Un fenomeno di proporzioni vaste quello della pediculosi se si considera che in Italia sono un milione e quattrocentomila gli under 18 colpiti e la metà circa hanno meno di 6 anni.
Il problema è in continuo aumento in tutto il mondo, in Europa l’epidemia colpisce l’1,3% della popolazione totale.

 

Erroneamente si crede che la pediculosi sia originata da una scarsa cura dell’igiene personale.
Altrettanto falsa è la credenza che i pidocchi possano essere trasmessi dagli animali: si tratta di due tipi di parassiti differenti, pertanto l’uomo non è esposto a rischi se ha avuto contatto con un animale che ne è contaminato.

 

Da fugare un’ultima credenza popolare: quella secondo cui i pidocchi si trasmettono perché saltano.
La modalità di diffusione è infatti  il contatto diretto con persone affette da pediculosi.
Il motivo per cui la pediculosi è così diffusa nelle scuole, dipende dal fatto che i bambini hanno contatto fisico con i pari ed usano scambiarsi indumenti, pettini e oggetti personali.
Ne consegue che l’unica modalità per proteggersi dai pidocchi è quella di cambiare alcune abitudini, principalmente evitare di scambiare oggetti personali e indumenti, mentre limitare i contatti fisici non può essere assolutamente una soluzione visto il grande valore che assumono per la crescita psicolologica e relazionale del bambino.
La difficoltà di prevenire e curare la pediculosi, è dovuta anche al fatto che quando l’insetto femmina attacca il cuoio capelluto, da cui succhia sangue per trarne nutrimento, rilascia una sostanza che rende insensibili alla puntura.
Solo dopo alcuni giorni il soggetto che è attaccato dal parassita manifesta una reazione allergica, il prurito.

 

Ed è solo dopo la comparsa di sintomi persistenti che si può pervenire ad una diagnosi e iniziare un trattamento antiparassitario.
Nel frattempo, l’insetto femmina ha già deposto diverse uova (lendini).
La particolarità delle lendini è quella di contenere una sorta di colla particolarmente resistente per legarsi alla base del capello rendendo difficile la rimozione.
Un trattamento efficace per la rimozione delle lendini consiste nell’inumidire i capelli con una soluzione a base di acqua e aceto e pettinarli con un pettine a denti strettissimi.
Mentre per il parassita, in commercio esistono dei prodotti specifici, sotto forma di mousse, shampoo e polvere.
Le sostanze più adatte alla rimozione dei pidocchi sono la permetrina, il malathion e le piretrine naturali.
Il trattamento con queste sostanze viene effettuato in due volte, a distanza di una settimana.

 

In alcuni casi lo schema di trattamento si può rivelare inefficace, ed una recente ricerca condotta da Ian Burgess dell’Insect Research & Development Ltd. (Regno Unito) ne spiega il perché:
le lendini, si schiudono con tempi variabili che dipendono dalla temperatura del cuoio capelluto.
Quindi non sempre il parassita nasce e si sviluppa in un arco temporale di 7 giorni, ma a volte necessita di un tempo maggiore, che può arrivare fino a 14 giorni.
Visto che la maggior parte dei trattamenti antiparassitari si esauriscono nell’arco di una settimana, non c’è da stupirsi che in molti casi risulti insufficiente.
Risulta consigliabile, pertanto, ripetere il trattamento anche tre volte a distanza di 7 giorni, monitorando costantemente la situazione.
Se si scopre la presenza di lendini o di pidocchi, sarà necessario evitare il propagarsi dell’epidemia, lasciando i propri figli a casa da scuola così come previsto dalla circolare n. 4 del 13 marzo 1998 emanata dal Ministero della Sanità.
I bambini che sono stati colpiti dal parassita, se non curati attentamente, devono essere temporaneamente sollevati dalla frequenza scolastica e possono riprendere la scuola solo dopo che il medico ha certificato la totale scomparsa dei pidocchi.

 

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Fonte Bibliografica:

 

 

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