Il pavor nocturnus dei bambini ✿

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Gli esperti lo chiamano Pavor Nocturnus e anche se il nome potrebbe destare preoccupazione si tratta di un fenomeno davvero comune.
Il terrore notturno, infatti, è un disturbo del sonno che si verifica di frequente tra i bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni.

 

Da tenere ben distinto dal semplice incubo, si manifesta come una crisi che colpisce durante la fase più profonda del sonno: il bambino, colto da una improvvisa forma di panico, spalanca gli occhi e si irrigidisce, spesso gridando e mettendo in allarme i genitori.

 

Questa crisi temporanea – della durata di massimo 20 minuti – regredisce spontaneamente, fino a quando il bimbo non scivola di nuovo in un sonno profondo e quieto. Confondere il pavor nocturnus con una forma di sonnambulismo è piuttosto semplice ma, anche se i due fenomeni presentano alcune caratteristiche in comune, si tratta di due comportamenti anomali del tutto differenti.

 

Il Pavor, in particolare, è caratterizzato da un temporaneo irrigidirsi della muscolatura, il bimbo prova una sensazione di una paralisi.
Questa momentanea perdita di controllo sui muscoli può provocare l’involontaria perdita di urina. Accelerazione del battito cardiaco, ma anche improvvisa sudorazione o urla di terrore, inoltre, sono i tratti distintivi che permettono di individuare questa crisi e di isolarla da altri disturbi.

 

Per quanto si tratti di un comportamento in apparenza allarmante, infatti, non si tratta di un disturbo pericoloso – né di una patologia vera e propria – e può essere tenuto a bada e superato grazie ad alcune semplici accortezze.
La reazione più frequente dei genitori davanti a questo disturbo del sonno è quella di cercare il contatto fisico con il piccolo, nel tentativo di fornire consolazione e conforto. Gli specialisti, tuttavia, hanno osservato come questa intuitiva forma di intervento sia in realtà non solo inutile, ma tenda ad acuire l’irrigidimento muscolare, protraendo così nel tempo l’episodio di Pavor.
Più corretto, invece, sarebbe la semplice vigilanza priva di contatto, volta a evitare che il bambino possa ferirsi o farsi del male con qualche movimento incontrollato. Importante, inoltre, è sapere che si tratta di un fenomeno privo di conseguenze e destinato a regredire con la crescita, di solito con l’arrivo della pubertà.
Può essere utile, infine, sussurrare al bambino parole di conforto con tono dolce e pacato.
Nonostante il Pavor Nocturnus sia una parasonnia davvero diffusa, la comunità scientifica stessa stenta a individuarne con certezza tutti i fattori scatenanti.

 

Si evidenzia un legame con cause come stress, carenza di sali minerali, febbre o ereditarietà.
La consapevolezza che non si tratti di una patologia, ma di un semplice comportamento anomalo che scompare senza necessità di intervento farmacologico, può rassicurare il genitore che per la prima volta si trovi davanti a una crisi e aiutarlo ad affrontarla con la serenità necessaria.

 

 

 

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