Parto naturale dopo un cesareo: le linee guida ✿

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Siamo figlie di un’epoca nella quale un parto naturale, dopo aver già sperimentato il cesareo,  era considerato quanto meno difficile, se non estremamente raro.

 

Oggi, invece, la scelta di partorire non solo è possibile per tutte le future mamme, ma viene anche considerata molto sicura.
Il tabù del parto naturale dopo un cesareo è stato definitivamente sdoganato anche dalle linee guida del “Royal College of Obstetricians and Gynaecologists” (Rcog), le quali rappresentano una sorta di vademecum imprescindibile e affidabilissimo per tutte quelle donne che desiderano partorire in maniera sicura, preferibilmente naturale.

 

Secondo il Royal College di Ostetricia e Ginecologia, infatti, portare a termine un regolare parto vaginale dopo aver effettuato il cesareo per una precedente gravidanza presuppone la stessa percentuale di successo registrata presso le primipare, ovvero il 75%.
E tale percentuale tende a scendere al 71% solo nel caso in cui la donna in passato non abbia affrontato un solo cesareo, bensì due o anche più di due; si tratta comunque di pochissimi punti percentuali che nel concreto non fanno quasi alcuna differenza, e anzi si tratta di una percentuale di successo ancora decisamente alta.

 

Nel caso in cui invece la futura mamma, oltre a un cesareo, in passato ha avuto anche altri parti naturali, la percentuale sale in maniera incoraggiante di più di dieci punti, arrivando a raggiungere ben l’85% o addirittura il 90%.
Secondo quanto dichiarato nella loro relazione ufficiale dagli esperti del Royal College di Ostetricia e Ginecologia, le linee guida proposte – le quali, come abbiamo visto, recano statistiche e probabilità di successo tutt’altro che approssimative – si propongono di dare concretamente una mano ai medici ginecologi nel delicato ma fondamentale compito di informare in maniera esauriente e precisa le loro pazienti circa le possibilità previste per le successive gravidanze e nascite.

 

Secondo Janesh Gupta, professore di ginecologia presso il prestigioso “Women’s Hospital” di Birmingham, nonché tra i principali autori delle linee guida del Rcog: “Se all’ecografia della ventesima settimana non ci sono motivi clinici per non tentare un parto vaginale in un pregresso cesareo, il ginecologo dovrebbe parlare con la gestante e il suo partner, arrivando a una decisione su come procedere entro la trentaseiesima settimana”.
Sempre secondo il dottor Gupta e i suoi colleghi, infatti, scegliere di tentare con il parto naturale è sempre meno complicato in confronto all’alternativa del cesareo, e del resto il rischio di decesso da parto è lo stesso delle primipare.

 

Infine Alan Cameron, vicepresidente del “gruppo qualità clinica” del Rcog, sottolinea come un’informazione corretta da parte del ginecologo che la segue sia fondamentale per la partoriente, la quale, prima di prendere una decisione così importante (ovvero se scegliere il parto naturale o quello cesareo) in maniera serena, priva di errati pregiudizi e paure per lo più infondate, deve essere al corrente del fatto che, come sottolinea Cameron, “dopo un cesareo precedente sia un nuovo cesareo sia la via naturale sono sicure”.
Solo così, infatti, la sua scelta sarà davvero consapevole.

 

 

 

Fonte Bibliografica Primaria

Birth After Previous Caesarean Birth

 

 

 

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