Otite: colpito un bimbo su tre

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L’otite è un processo infiammatorio di natura acuta o cronica a carico dell’orecchio.

A seconda della zona interessata si distingue in:

  • Otite esterna, quando interessa l’orecchio esterno come quella maligna o quella diffusa.
  • Otite media, quando interessa l’orecchio medio.
  • Otite interna, quando interessa l’orecchio interno.

La patologia è definita acuta quando inizia e termina definitivamente, e cronica quando non guarisce ma attraversa fasi di minore o maggiore gravità.


Un bambino su tre ne soffre, sovente si verifica come conseguenza di una patologia da raffreddamento (mal di gola, raffreddore…).
La facilità con cui un bambino, specie se molto piccolo, si ammala è dovuta essenzialmente dalla conformazione breve e stretta del condotto che collega la gola alle orecchie (trombe di Eustachio).

Tale caratteristica, sommata oltre modo all’incapacità del neonato di espellere le mucosità, favorisce il ristagno del catarro con conseguente infiammazione causata allo sviluppo di batteri. E’  infatti la pressione esercitata dal siero e dal pus sulle pareti del timpano, la causa del dolore acuto.

L’otite si manifesta, oltre che con il forte dolore, anche con febbre alta, inappetenza e, talvolta, vomito.
La posizione sdraiata può acuire il dolore, pertanto si consiglia di tenere i bambini seduti o in posizioni verticali.
La terapia è antibiotica e abbinata a farmaci analgesici da somministrare nel canale uditivo o per bocca.
In attesa del medico, per alleviare il dolore, è possibile far riposare il bambino con la testa poggiata sopra un borsa d’acqua tiepida precedentemente avvolta in un telo e far bere dell’acqua a piccoli sorsi al fine di aiutare la tuba di Eustachio ad aprirsi.

Alcuni ritengano che il latte materno abbia delle potenti caratteristiche antiinfiammatorie che aiutano a combattere l’infezione e consigliano di mettere alcune gocce di latte materno nell’orecchio infiammato, almeno ogni 4 ore.

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Quando l’otite colpisce un bambino molto piccolo che non è in grado di verbalizzare la propria sofferenza, sarà il pianto inconsolabile a far insospettire i genitori.
La pressione digitale effettuata vicino alla sporgenza dell’orecchio che causa una reazione dolorosa, è un chiaro segnale per effettuare una prima diagnosi.

E’ possibile prevenire l’otite mediante l’allattamento al seno che permette il trasferimento delle immunità della madre; smettere di fumare permette di preservare i bambini dalle sostanze inquinanti che aumentano il rischio di infezioni dell’orecchio.
Occorre inoltre segnalare che non esiste alcuna relazione tra attività in piscina o bagnetto a casa e rischio di otiti dell’orecchio interno.

Articolo a cura della Redazione di Mammole

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