Mangiare sano, non costa troppo ✿

verdure

 

 

Quando si parla di corretta alimentazione si sente spesso dire che mangiare sano “costa troppo”.
Un nuovo opuscolo disponibile online sul sito del Ministero della Salute svela gli altarini di questa tematica e offre consigli utili per tutti coloro che desiderano seguire un’alimentazione equilibrata e sana, senza spendere cifre esorbitanti.

 

La posizione del Ministero è chiara: la dieta sana può diventare costosa se mancano informazioni di educazione alimentare.

Possedendo invece le adeguate conoscenze nutrizionali, è possibile contenere i costi senza rinunciare ai valori che stanno alla base di una buona dieta; volendo, infatti, si potrebbero acquistare cibi che costano meno ma “valgono di più”.

I principi che dovrebbero guidarci nelle scelte alimentari di ogni giorno – e nel riempire il carrello – sono quelli delle due Q: qualità e quantità degli alimenti che assumiamo. Ciò che introduciamo nel nostro organismo fa la differenza nell’aiutare noi stessi a mantenerci in salute o nel favorire l’insorgenza di disfunzioni organiche.

 

Un’alimentazione sana contribuisce infatti a fornire le adeguate riserve di energia e nutrienti per il mantenimento delle funzioni dell’organismo, evita le carenze nutrizionali e previene patologie croniche non trasmissibili quali diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e tumori, favorite dall’eccesso di peso.
Mangiare sano significa quindi investire nella nostra salute. Una cosa non da poco.

È importante che la nostra dieta sia completa, variegata e bilanciata, ovvero ciascun alimento assunto dovrebbe concorrere con le specifiche proprietà nutritive a garantire un apporto completo di tutte le sostanze necessarie al buon funzionamento dell’organismo. Al contrario, un’alimentazione monotona, basata sempre e solo sugli stessi alimenti, può portare a carenze e/o squilibri metabolici, favorendo l’insorgenza di quadri patologici anche severi.

 

Ogni giorno dovremmo scegliere come alimentarci tenendo in considerazione i diversi gruppi alimentari: cereali e tuberi, frutta e ortaggi, carne pesce e uova, latte e derivati, grassi da condimento. Conoscere i diversi gruppi di alimenti permette di variare la nostra dieta e consente di scegliere cibi meno cari.
Un esempio? Alternare carne e pesce con uova e formaggi, oppure associare i legumi ai cereali; in tal modo, si assumono proteine ad elevato valore biologico ma, allo stesso tempo, si riducono i costi.

Se si ha disponibilità di tempo, un’altra strategia per risparmiare prevede di preferire ai cibi già lavati, tagliati e/o pronti per la cottura i singoli alimenti, da sfruttare per preparare in casa propria un pasto completo. Cucinare una serie di piatti nel tempo libero e poi congelarli in contenitori singoli permette di mangiare per tutta la settimana, senza rinunciare alla qualità di ciò che portiamo in tavola.

 

Altrettanto importante è confrontare i diversi prodotti prima di acquistarli, tenendo conto del rapporto quantità/prezzo e qualità/prezzo, scovando i prezzi migliori e approfittando delle offerte.
Per quanto riguarda frutta e verdura, una buona regola è acquistare prodotti di stagione, preferendo quelli di provenienza locale per guadagnare in freschezza e ridurre i costi.

Parlando della quantità, è sempre opportuno pianificare i nostri acquisti alimentari in base alle reali esigenze di consumo del nucleo familiare. Infatti, sempre più spesso l’ampia e ricca varietà di alimenti presenti nei market ci inganna e ci invoglia a comprare più di quanto effettivamente necessario.

L’acquisto eccessivo di alimenti rispetto al reale consumo e la sovrabbondanza di cibo cucinato ma non consumato favoriscono il fenomeno dello spreco: oggi si stima che in casa vengono sprecati in media il 35% dei prodotti freschi, il 19% del pane ed il 16% di frutta e verdura.

 

Questa abitudine a comprare e consumare più di quello che ci occorre non solo può incidere sulla nostra salute, sbilanciando l’apporto calorico introdotto rispetto al reale fabbisogno energetico giornaliero, ma può anche impattare negativamente sul nostro portafoglio.

Sarebbe bene quindi adeguare anzitutto la quantità degli alimenti assunti al nostro stile di vita, per poi sfruttare come “strategia di compere” la pianificazione preventiva degli acquisti in relazione ad un budget prestabilito.

Ovviamente, in un’ottica di rispetto verso la quantità di alimenti consumati, quando si cucina il pasto, il calcolo delle giuste porzioni è indispensabile: se, non volutamente, avete ecceduto nelle quantità, i vostri manicaretti possono essere vantaggiosamente riutilizzati – anche creando nuove e fantasiose ricette -, con l’accortezza di conservare i pasti secondo le opportune precauzioni.

 

Un altro aspetto importante da considerare è la differenza esistente tra le due diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”: infatti, se la prima indica il limite oltre il quale il prodotto non deve essere consumato, la seconda fa riferimento al fatto che quel prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche (come sapore e odore) ma può essere ancora consumato (in tempi brevi) senza rischi perla salute.

Piccoli accorgimenti, questi, che possono fare la differenza per la nostra salute e per il nostro conto in banca!

 

 

Fonti Bibliografiche

Ministero della Salute. Dieta sana = dieta costosa? No –  Consigli utili per mangiare sano senza spendere tanto

 

 

 

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