Lutto prenatale. Come spiegare che il fratellino non arriva più ✿

 

Quando la dottoressa ha detto “… mi spiace signora, non c’è più battito…”, il mio primo pensiero è andato ai mie due bambini.

 

Come spiegare che il fratellino annunciato solo pochi giorni prima, non arriva più?
Oltre al dolore immenso per questa grossa perdita, si è aggiunto il dispiacere di dover raccontare ai fratellini cosa era successo.
Come spesso mi capita, ho compreso che la soluzione ai nodi che la vita ci porta incontro, ce la donano i bimbi stessi.
C’è un tempo nel quale il dolore ci scava e ci toglie ogni respiro; questo tempo mischia il giorno e la notte, la sera e la mattina.

 

Niente sembra più aver senso, andare avanti sembra un’impresa impossibile, anche quando devi fingere serenità e normalità per amore di altri figli.
Eppure questo è un tempo d’oro. Un tempo necessario, senza il quale non si riesce a superare il dolore. E’ un tempo benedetto.
Questo tempo per me è stato lento, pieno di silenzio e colmo di lacrime.

 

Un tempo sospeso tra passato e futuro, che mi ha permesso di trovare il momento giusto per parlare ai mie figli.
Prima era impossibile e darsi fretta è sbagliato. Ci vuole il tempo giusto, diverso da donna a donna.

 

“Mamma, pensavo fosse una femminuccia, invece era un angioletto…”
Questo mi hanno detto i miei bambini. Così ho compreso che nella vita ci sono anime destinate ad accompagnarci per tanto tempo e anime che si avvicinano e ci accarezzano velocemente, come un battito d’ali.
Ma si sa, anche un battito d’ali ha la sua forza.

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Mammamichi

 

 

 

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