L’inquinamento in gravidanza fa male ai polmoni del bambino

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L’esposizione della madre ad agenti inquinanti durante la gestazione può provocare conseguenze negative anche sul bambino, aumentando il rischio che sviluppi problemi ai polmoni.

Il legame tra esposizione prenatale all’inquinamento e patologie polmonari nel bambino è stato scoperto grazie a uno studio condotto da ricercatori spagnoli del Centre for Research in Environmental Epidemiology e diffuso dalla rivista scientifica Thorax.

 

Come spiega la Dott.ssa Eva Morales, coordinatrice della ricerca, lo studio ha preso in considerazione un campione di 620 bambini di quattro anni e mezzo d’età.
Il campione è stato selezionato a partire da un più ampio gruppo di partecipanti a una precedente ricerca svolta sul territorio spagnolo, che aveva monitorato l’esposizione ad alcuni fattori ambientali – tra i quali l’inquinamento – di 1300 gestanti.

 

 

Dai dati raccolti emerge una pericolosa relazione tra l’esposizione della donna a sostanze come il biossido di azoto e il benzene, se avvenuta durante la gravidanza, e la probabilità che il bambino manifesti deficit nello sviluppo polmonare durante la crescita.

 

L’inquinamento ambientale, quindi, rappresenta un rischio già a partire dalla fase prenatale, costituendo una pericolosa causa di insorgenza delle malattie polmonari nel feto. Questo legame, inoltre, si presenta con un’incidenza ancora maggiore nel caso di soggetti allergici.

Il legame causale, invece, sembra non essere altrettanto forte quando l’esposizione agli agenti inquinanti si collochi nella fase post natale, riducendo quindi il suo potenziale dannoso dopo la nascita.Lo studio apre interessanti prospettive di ricerca e di prevenzione.

 

La lotta all’inquinamento è una tematica di già nota importanza, ma i risultati raggiunti mettono in luce la necessità di ridurre l’esposizione ad agenti inquinanti le madri in gravidanza, al fine di ridurre i casi di gravi deficit polmonari.

L’evidente vantaggio in termini di salute pubblica sarebbe, così, associato a una sensibile riduzione dei costi nella cura di queste patologie. Questi risultati, quindi, segnano la direzione di politiche ambientali e di sanità lungimiranti, volte alla prevenzione e alla riduzione di emissioni dannose per l’uomo e per l’ambiente.

 

 

Fonte:

http://thorax.bmj.com/content/early/2014/09/05/thoraxjnl-2014-205413

 

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