L’importanza del gioco per i bambini ✿

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Che i bambini debbano giocare è una cosa risaputa da tempo.

 

L’infanzia è, infatti, il periodo ludico per eccellenza, la fase della vita durante la quale l’attività principale dell’essere umano è proprio il gioco.

Un recente studio,  ha messo in evidenza come il gioco risulti importante per lo sviluppo del cervello nel bambino. Secondo quanto detto dal ricercatore dell’Università di Lethbridge (Alberta, Canada) Sergio Pellis, il gioco è in grado di cambiare le connessioni neurali all’estremità anteriore del cervello, cambiamento che invece non si verifica quando l’esperienza di gioco non sussiste.

 

Questi cambiamenti nella corteccia prefrontale cerebrale possono avvenire esclusivamente durante l’infanzia grazie al gioco, aiutando lo sviluppo del centro del controllo esecutivo.
Da adulti questo si traduce in una maggiore capacità di controllo delle emozioni, nel saper risolvere i problemi e fare progetti.

Pertanto giocare prepara il cervello giovane per lo studio, ma anche a sapere affrontare  per le varie situazioni che si presentano durante la vita.

Il tipo di gioco che maggiormente sviluppa le capacità cerebrali del bambino è quello libero, in cui da solo o insieme ai coetanei sceglie il tipo di gioco da fare, gli oggetti che risultano utili e il modo in cui utilizzarli. Spesso, inoltre, capita di vedere dei bambini che lottano tra loro, soprattutto come una forma di gioco.

 

L’assenza di regole imposte da una figura adulta permette al bambino di creare un progetto proprio, di coinvolgere gli altri spiegando la propria idea e di negoziare con essi la soluzione che va bene per entrambi.
Sempre secondo Sergio Pellis, questo tipo di giochi costruisce dei nuovi circuiti nella corteccia cerebrale che lo aiutano ad interagire con maggiore facilità con l’ambiente sociale circostante e con le altre persone.

Quanto detto finora trova delle forti radici nel mondo animale.

In fondo, l’essere umano è un animale dalla spiccata socialità, molti dei suoi comportamenti possono essere interpretati analizzando le altre specie animali, arrivando a spiegare in questo modo alcuni aspetti che hanno permesso l’evoluzione della specie.

La lotta gioco, ad esempio, è estremamente diffusa tra i mammiferi.

 

Sempre presso l’università canadese è stata condotta una ricerca sul gioco di combattimento fra ratti che ha dimostrato come ci siano molti livelli di controllo neurale che vanno oltre questo comportamento. Infatti, i meccanismi sottocorticali vanno a mediare la motivazione e il comportamento alla base di tale gioco. La corteccia interviene modulando le reazioni e facendo esperienza permettendo dei miglioramenti. Queste modifiche che avvengono sempre in età giovanile rendono i ratti adulti più competenti.

 

Fonti Bibliografiche

– The Function of Play in the Development of the Social Brain

 

 

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