Ma allora se il parto non é una malattia… ✿

ginecologo

 

Per alcune donne un’esperienza splendida, per altre difficile e non priva di criticità.

Il parto è senza dubbio un evento  unico che segna tutte le donne cambiandole profondamente.

Il parto è la naturale conclusione della gravidanza, fa parte della fisiologia; nonostante questo, nel nostro Paese, il parto viene trattato spesso come una vera e propria malattia.

 

A questo proposito, alcuni esperti hanno analizzato gli attuali metodi di gestione del travaglio e le linee guida relative alle nascite predisposte dal Nice (Istituto Nazionale per l’Eccellenza Clinica), spiegando come e perché l’atto del partorire dovrebbe essere affrontato in maniera molto più naturale.

La gravidanza non è una malattia, così come non lo è il parto. Quest’ultimo, fin dai primi attimi di travaglio, può certamente rivelarsi un’esperienza dolorosa e spesso difficile, ma sempre più frequentemente vengono utilizzate delle tecniche di induzione al parto o altri tipi di interventi medici non strettamente necessari. Infatti, la maggioranza delle neo-mamme, essendo in buona salute, può affrontare il travaglio e partorire in maniera spontanea dalla trentasettesima settima di gravidanza in poi, usufruendo solamente delle personali forze e dell’aiuto di un’ostetrica.

 

Proprio per questi motivi, molti esperti suggeriscono che il sistema sanitario italiano andrebbe riorganizzato soprattutto relativamente al parto.

Non a caso affermano che le partorienti sane, che hanno vissuto una gravidanza tranquilla ed a basso rischio, dovrebbero poter scegliere liberamente il tipo di parto con il quale vorrebbero dare alla luce il proprio figlio, con la sicurezza che partorire in modo naturale è solitamente la soluzione più sicura.

 

 

In questi casi, i centri nascita “freestanding” sono la scelta consigliata, perché vi lavorano solamente ostetriche rispettando le modalità naturali dell’evento evitando i superflui interventi medici quando non necessari.

Inoltre, questi centri sono perfettamente predisposti per qualsiasi tipo di emergenza.

In alternativa, secondo gli esperti, è anche possibile partorire al proprio domicilio, con il supporto di un’ostetrica qualificata.

Le situazioni in cui è opportuna una maggiore cautela, ed anche eventuali trattamenti specifici, sono quelle in cui la donna incinta presenta una particolare condizione medica o delle determinate problematiche ostetrico-ginecologiche. In quel caso è necessario preferire la sala parto di un ospedale, nella quale il personale sa come agire in ogni eventualità.

Perciò, gravidanze ad alto rischio a parte, il parto dovrebbe essere gestito in modalità molto più spontanea, proprio come affermano le linee guida dell’Istituto Nazionale Nice.

Purtroppo, in Italia questo non viene preso molto in considerazione, e si tende spesso a programmare e gestire le nascite come se si trattasse di una condizione di routine, privilegiando così vari tipi di interventi ed altre metodologie mediche, e sottovalutando l’importanza di costruire un maggior numero di centri nascite freestanding.

 

 

Fonte Bibliografica Primaria

Linee guida per l’assistenza a partorienti sane e neonati e per la scelta del setting del parto

Antonino Cartabellotta, Antonio Simone Laganà, Maria Matera, Onofrio Triolo

 

 

 

 

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2 Risposte a “Ma allora se il parto non é una malattia… ✿”

  1. Quello che è accaduto nel mio secondo parto lo auguro a tutte…..due ostetriche fantastiche che mi hanno innanzitutto capita supportata e incitata nella maniera migliore che potessero fare! E in più mi hanno fare ciò che mi sentivo di fare ; a un certo punto ho detto “sento che mi viene da spingere!” E loro con tranquillamente mi hanno detto “fai quello che ti senti,segui il tuo corpo!” E così è stato!

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  2. francesca linda cabras

    è esattamente quello che è successo a me. Ho avuto una gravidanza a bassissimo rischio, un travaglio fisiologico,ma sono stata trattata in sala parto come una malata,senza che ci potessi fare nulla. Non ho avuto nessuna assistenza di tipo ostetrico, ma soltanto medico; mi è stata così tolta ogni competenza sul parto, è stato un incubo.

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