IBS per miomi e polipi: la nuova frontiera ✿

ginecologia
Si chiama Intrauterine Bigatti Shaver (IBS) ed è un nuovo strumento chirurgico studiato per migliorare la tecnica isteroscopia convenzionale utilizzata per il trattamento di polipi e miomi endometriali.

 

Questa nuova tecnica di isteroscopia operativa è stata inventata dal Dr. Bigatti, ginecologo del Dipartimento Materno-Infantile dell’Ospedale di Bolzano.

L’idea di una tecnica differente per la gestione delle patologie endo-uterine risale agli anni 90, tuttavia la sua realizzazione ha richiesto molto tempo e molte rielaborazioni per giungere ad una metodica chirurgica di facile utilizzo che potesse essere utilizzata da un numero sempre crescente di specialisti.

 

 

Grazie alla nuova tecnica è possibile trattare i miomi sotto-mucosi, tumori benigni originati dalle fibrocellule muscolari del miometrio e i polipi dell’endometrio. Si stima che circa il 15-30% delle donne tra i 30 e i 50 anni soffra di miomi sotto-mucosi; mentre le donne tra i 40 e i 50 anni hanno un rischio maggiore di incorrere nella poliposi, patologia con eziologia ancora non definita.

Per questo tipo di patologie sono necessari controlli periodici specifici e l’intervento deve essere effettuato con le tecniche meno invasive e più all’avanguardia disponibili. Infatti più l’operazione chirurgica è precisa, minori sono le lesioni cicatriziali a carico dei tessuti uterini e le complicazioni.

 

Fino ad oggi le patologie endo-uterine erano trattate con una tecnica endoscopica di difficile esecuzione poiché i tessuti asportati rimanevano all’interno della cavità uterina durante tutto l’arco dell’operazione, ostruendo la visuale del chirurgo e aumentando quindi i rischi intraoperatori.

A questo si aggiungevano le complicanze anestesiologiche dovute al sovraccarico di liquidi che portava ad uno squilibrio elettrolitico a causa dei tempi molto lunghi richiesti dall’intervento chirurgico.

 

IBS consente di asportare e recidere contemporaneamente il tessuto malato, lasciando piena visibilità all’operatore e abbattendo i rischi operatori.

La tecnica migliora anche la qualità dell’intervento perché la sua capacità di taglio è esclusivamente meccanica e questo permette ai tessuti sani di non surriscaldarsi.

La nuova metodologia è inoltre molto semplice e può essere acquisita con facilità da un elevato numero di specialisti del settore.

 

Dal 2009 il Dr. Bigatti ha promosso il suo strumento in numerosi congressi internazionali e sono stati organizzati corsi teorico-pratici con lo scopo di insegnare ai ginecologi il corretto utilizzo di IBS, confrontandolo con le metodiche in uso.

Ad oggi sono stati eseguiti oltre 500 interventi con la questa tecnica, con continui miglioramenti.

 

L’attenzione è attualmente rivolta esclusivamente al campo ginecologico ma in un prossimo futuro potremo vedere la tecnica IBS applicata anche ad altre patologie poiché lo strumento ha caratteristiche che lo rendono potenzialmente applicabile in molti campi.

 

 
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