Il gioco libero è una perdita di tempo?

Oggi più che mai siamo soliti programmare la vita dei nostri figli in modo estremamente minuzioso.
La scelta dell’alimentazione, l’abbigliamento, la scuola, gli sport da far praticare… al genitore spetta un pesante compito di selezione, che molto spesso lo porta a forti stati di pressione ed inadeguatezza.

Sembra, infatti, che tutto debba avere come obiettivo costante il progresso, la stimolazione e l’insegnamento al bambino di “un qualcosa”, perché in questo modo ci sentiamo genitori migliori.
Quindi, sempre più spesso, realizziamo veri e propri calendari di attività per i nostri figli, affinché ogni giorno sia meticolosamente programmato e venga speso nel modo più costruttivo possibile.

 

Nonostante questo, però, le cose a volte sembrano sfuggirci di mano. Non è un segreto che il numero di diagnosi di ansia, depressione e disturbi dell’attenzione, nei bambini e ragazzi, siano in grande aumento negli ultimi anni. [1]

 

Il gioco libero aiuta i bambini a liberarsi dall’ansia.
Capita che siamo disposti a tutto pur di riempire il bagaglio culturale di nostro figlio al più presto possibile.
Iscriviamo prematuramente i nostri bambini a scuola, creiamo per loro ambienti ottimali per uno sviluppo calcolato e programmato nei minimi dettagli… e loro ci ripagano imparando a leggere e scrivere molto prima e a crescere con l’ambizione del successo fin da molto piccoli.

Ma se è al successo che puntiamo, se è l’aspirazione di una realizzazione sociale e lavorativa futura del nostro bambino che ci spinge ad un intervento tanto importante ed invasivo nel suo processo di crescita.
Cosa succederebbe se vi dicessi che il gioco libero pronostica una vita adulta di SUCCESSO?
Il gioco libero insegna la resilienza, ovvero la capacità di un individuo di superare un evento traumatico od un periodo di difficoltà.
La resilienza è importante per prevenire l’ansia, la depressione e lo stress; insomma, costituisce uno dei fattori più importanti per assicurare al bambino una vita adulta di successo.

 

Più i nostri figli hanno possibilità di dedicare tempo al gioco più diventeranno resilienti e abili nella socializzazione. Impareranno a cavarsela da soli, a negoziare, a sviluppare empatia, ad essere autonomi e sicuri in Sé stessi.
Qualità che senza ombra di dubbio costituiscono le basi per una forte personalità, a garanzia del tanto ambito successo.

 

Valentina Bruno. Studiosa di genitorialità, dei bambini e del loro comportamento e ideatrice di Crescere Felici – Educare alla vita con libertà e gioia.

 

[1] Depressione nei bambini, quei segnali per distinguere il disturbo dai capricci di Sara Ficocelli. La Repubblica.it|Salute

 

 

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