Favola: La figlia dei draghi

Fu attirata da un ragazzo che guidava una mandria di bufali lungo un sentiero trai campi: aveva più o meno la sua stessa età , anche se era vestito di stracci ed era sporco di fango.
Vedendolo, la Figlia del Drago se ne innamorò subito, perché si capiva che era un lavoratore onesto, e l’amore che provava le diede il coraggio di rivolgergli la parola: “Fratello, mi potresti dire come si chiama questo luogo?”.

“Siamo nella pianura Mengyang dei Dai. Da dove vieni, sorella? Perché sei tutta sola?”.
La ragazza non avrebbe voluto, ma si sentì costretta a rispondere con una piccola bugia perché temeva che se avesse raccontato le sue origini non sarebbe stata creduta, quindi rispose: “Abito vicino al fiume Lancang. Stamattina sono uscita per raccogliere verdure ma ho paura di essermi persa!”.

Fu così che il ragazzo, commosso, la accompagnò fino alla sua umile capanna perché si riposasse un po’.
Il ragazzo, di nome Yan Maoyang, era orfano da molti anni e viveva in una piccola casa di bambù.
Solo e senza fratelli, aveva cominciato a lavorare fin da piccolo come guardiano di buoi e contadino; tuttavia anche se la vita non era stata benevola con lui, aveva un gran cuore e si prodigava sempre per aiutare chiunque ne avesse bisogno.

Molte donne avrebbero desiderato sposarlo, ma lui rispondeva sempre di no, che avrebbe aspettato la ragazza giusta per lui.
Giunti in casa, Yan Manyang preparò una catinella d’acqua perché la ragazza potesse lavarsi i piedi; poi le offrì del riso, della zuppa di germogli di bambù e dei cetrioli salati.

La ragazza era un po’ imbarazzata perché non aveva mai assaggiato… [SEGUE]

 

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