Epidurale e prolungamento del travaglio

epidurale

 

L’epidurale è un tipo di anestesia particolarmente usato per sopportare il dolore del travaglio. In sostanza consiste nella somministrazione tramite un catetere posto nello spazio epidurale di farmaci anestetici. Recentemente sono state effettuate delle ricerche che hanno fatto emergere come ricorrere all’epidurale possa aumentare il travaglio anche di tre ore.

 

A rivelarlo è stata uno studio condotto all’University of California di San Francisco coordinato dalla dottoressa Yvonne Cheng, pubblicato poi sulla rivista Obstetrics and Gynaecology.
Ad essere prese in esame sono state 42268 partorienti, circa la metà delle quali avevano scelto di ricorrere all’anestesia epidurale. Tutte le donne prese in esame hanno partorito per via vaginale, quindi non sono stati esaminati i parti cesarei, nessun parto ha avuto complicazioni e i nascituri erano tutti sani.
Gli esperti dell’Università di San Francisco hanno analizzato principalmente i dati inerenti alla seconda parte del travaglio. Infatti, il travaglio si divide in tre fasi: la prima inizia quando compaiono le prime contrazioni regolari volte a far dilatare la cervice; la seconda fase inizia nel momento in cui la cervice è completamente dilatata e termina con la nascita del bambino, la terza fase è quella finale che termina con l’espulsione della placenta.
L’inizio della seconda fase del travaglio è caratterizzato da una momentanea interruzione delle contrazioni. Questa fase può essere considerata come quella delle spinte, in quanto il corpo è pronto per la nascita del bambino ed è arrivato il momento di spingere per aiutarlo ad uscire.

 

Nel ricavare le proprie stime, inoltre, i ricercatori hanno suddiviso le donne in due categorie: quelle che avevano avuto già uno o più parti in precedenza e quelle alla prima gravidanza. Quello che è emerso è che per le donne che non si trovavano alla prima esperienza di parto, la seconda parte del travaglio dura circa tre ore in più (in media 2 ore e 54 minuti) se si è ricorso all’epidurale rispetto alla partoriente che ha scelto di non riceverla. Per la puerpera alle prese con il primo figlio, invece, la seconda parte del travaglio dura in media 2 ore e 19 minuti in più in caso di epidurale.

 

I risultati di questo studio ben si inseriscono nell’attuale situazione, in quanto la richiesta di anestesia epidurale si fa sempre più frequente da parte delle partorienti.

 

A cura della Redazione di Mammole

 

 

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