Le novità sulla correlazione fra mortalità e assunzione di bevande zuccherate pubblicate sulla rivista Jama
Pochi giorni fa, sul Journal of American Medical Association (JAMA), è stato pubblicato uno studio molto interessante, condotto in Europa, sull’associazione fra il consumo di bevande zuccherate e la mortalità per tutte le cause o per specifiche patologie. Questo studio ha riguardato nel 1992 più di 400.000 persone provenienti da tutto il vecchio continente ed ha monitorato nell’arco dei successivi 8 anni le quantità di bevande zuccherate assunte, le patologie e le cause di morte per patologia avvenute in questo lasso di tempo.
Le bibite zuccherate prese in considerazione nello studio sono di due tipologie:
quelle con aggiunta di zuccheri (principalmente saccarosio, glucosio e fruttosio) e quelle con dolcificanti artificiali.
Al termine dello studio i risultati ottenuti hanno mostrato come in generale l’alto consumo di bevande zuccherate aumenti il rischio di mortalità per tutte le cause, indipendentemente dal tipo di edulcorante utilizzato. Risulta inoltre che, il consumo delle bevande con zuccheri semplici sia correlato alla mortalità per malattie dell’apparato digerente, mentre quelle edulcorate artificialmente alle malattie cardiocircolatorie ad esito infausto (tabella 4 dell’articolo).
I risultati di questa pubblicazione scientifica rafforzano ulteriormente le campagne di sensibilizzazione sulla salute pubblica attivate in Europa, con l’obiettivo di limitare il consumo di bevande addolcite con qualsiasi tipo di zucchero.
N.d.R.: Il consumatore dovrebbe pertanto fare attenzione anche alle scritte “senza zucchero” che appaiono sulle confezioni dei prodotti perché, quasi sicuramente, gli alimenti in questione conterranno edulcoranti di diversa natura o senza calorie, ma non per questo privi di effetti sulla salute.
Fonte Bibliografica
Association Between Soft Drink Consumption and Mortality in 10 European Countries
A cura del Gruppo Redazionale di Lipinutragen costituito da F. Bonucci (biologo nutrizionista), C. Ferreri (Primo Ricercatore CNR) e R. Rinaldi (Resp. Marketing)


