Educare alla Libertà ✿

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“L’unica cosa che mi propongo è educare mio figlio alla libertà”. E’ una frase che ripeto spesso., ma cosa intendo dire?

 

Libertà è un concetto difficile da spiegare e rendere comprensibile.
Contrariamente a quanto moltissimi pensano, educare un bambino alla libertà non significa trasformarlo in un demonietto iperattivo e spettinato.
E’ un concetto che va molto oltre il permesso di fare o non fare qualcosa, o le regole di comportamento.

Il punto principale è questo: tesoro, mamma e papà sono la tua famiglia e ti ameranno sempre, indipendentemente dalle scelte che farai e lasciandoti libero di autodeterminare il tuo essere e la tua esistenza.

Sono parole bellissime, è vero, ma la cosa più difficile è concretizzarle, ovvero associarle ad un comportamento coerente e libero dalle costrizioni mentali che visioni distorte della puericultura e dell’infanzia ci hanno proposto e fatto assimilare.

 

 

Credo che la parola che usiamo più spesso con i nostri bambini sia “bravo”.
Bravo, hai mangiato tutto.
Bravo, hai fatto questo. Bravo, non l’hai fatto.
Ogni volta che un bambino è intento in una sua attività, il primo commento è inevitabilmente: che bravo!

 
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E’ un procedimento quasi automatico per noi genitori: forniamo un modello di comportamento e lodiamo il bimbo ogni volta che lo rispetta, ci arrabbiamo se lo scansa. E’ quello che in sociologia viene definito come “input di socializzazione primaria”: la famiglia fornisce quella che viene definita “educazione”, spiegando quali sono i comportamenti socialmente o civilmente accettabili e quali invece non lo sono e devono essere evitati.
Questo è vero, soprattutto per certi aspetti. E’ importante che il bambino impari il rispetto degli altri, che apprenda alcuni canoni di educazione e via dicendo.

 

Eppure, spesso sbagliamo a veicolare i nostri messaggi.
Usiamo l’arma del “bravo” come una minaccia, e portiamo i nostri bambini a percepire il complimento come una condizione necessaria per avere il nostro amore o il nostro appoggio.
Perché la verità è una sola: noi amiamo i nostri bimbi anche se spalmano un panetto di burro sul pavimento, o se buttano per terra il telecomando.

Li amiamo anche se scopriamo che in realtà non hanno interesse per le lezioni di pianoforte, anche se ci confessano di odiare la torta che prepariamo sempre per loro. Li ameremo anche se un giorno dovessero scoprirsi omosessuali, o se abbandoneranno l’università ad un esame dalla laurea.
Noi lo sappiamo.
E loro?

 

 

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