Qual é quindi la migliore gestione per ripristinare uno stato di salute?
Certamente eliminare i cibi ai quali si è allergici, la cui allergia è stata diagnosticata mediante test validati (prick test, prick by prick, patch test, test di stimolazione orale, …) o intolleranti (latticini contenenti lattosio, fave); in tutti gli altri casi è bene consultare uno specialista che valuti le abitudini di vita del paziente, tra le quali quelle alimentari, ed intervenga di conseguenza.

L’alimentazione e la scelta dei cibi, hanno un ruolo fondamentale; abbandonare cibi ricchi di zuccheri, grassi idrogenati, cibi industriali a favore di alimenti poco lavorati, ricchi di fibre, fonte di acidi grassi a catena corta (SCFA) e di grassi utili, ad attività antiinfiammatoria, come quelli presenti nel pesce, nella frutta secca, nel germe di grano dei chicchi di cereali integri o farine integrali, che non siano frutto di miscele di farina bianca e crusca.

È molto importante imparare a leggere l’etichetta, in particolare la lista ingredienti, per verificare l’assenza dell’allergene, o la presenza di additivi o di una grande quantità di ingredienti ‘inutili’, se non ‘dannosi’, sotto l’aspetto nutrizionale.

Attenzione inoltre alla data di scadenza; una farina integrale, ad esempio, non può avere una ‘shelf-life’, vita di scaffale, superiore ai 10/12 mesi, poiché la presenza del germe di grano aumenta l’umidità e quindi la deteriorabilità del prodotto.

 

Bibliografia

 

Articolo a cura di:

Dr.ssa Maria Elena Cafagna – Biologo Nutrizionista
info@nutrizionistacafagna.it

per gentile concessione di Lipinutragen

I consigli alimentari presenti nell’articolo non sono da intendersi sostitutivi di un piano alimentare personalizzato e sono da adattare ai casi specifici.

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