Una volta scoperto che l’ “amico” non è così interessante come si immaginava, venendo meno l’eccitazione reciproca che caratterizzava le lunghe discussioni sulle chat, non rimane che dirsi addio e trovare qualcun altro su internet con il quale ricominciare tutto daccapo.

Una seconda regola tacita esistente nei “rapporti virtuali”, la cui infrazione può essere punita con la loro rottura è quella della immediatezza nella risposta.
In questo caso il rapporto termina quando l’altro, per vari motivi, è impedito a connettersi con la stessa frequenza con la quale ha abituato il suo amico virtuale. Quest’ultimo allora, non ricevendo più la stessa velocità di risposta, non percependo più la stessa disponibilità, può sentirsi deluso, rifiutato, abbandonato, arrabbiato. Quello che prima era un rapporto perfetto si incrina, a causa di evidenti errori del pensiero nell’interpretazione dell’intenzione dell’altro e, anche in questo caso, di aspettative irrealistiche nei suoi confronti.

Come mai è così facile interrompere le relazioni  virtuali?
Perché mancano i ricordi di belle giornate passate insieme amabilmente a chiacchierare al bar, l’abbraccio dell’amico nei momenti difficili, il suo sacrificio nello stare ad ascoltare il dolore dell’altro in un sabato sera dove i più escono a divertirsi.
Manca la memoria emotiva dei ricordi belli registrati non solo nella mente, ma anche nel cuore e nel corpo intero.
E allora come si fa ad integrare l’esperienza della delusione con qualche altra esperienza, di natura opposta e contraria e tale da poter controbilanciare il peso dell’emozione di rabbia e disappunto, se non c’è mai stata veramente?

 

D.ssa Claudia Apperti
Psicoterapeuta

Facebook Comments
1.3K Share
1.3K Share
Share via
Copy link
Powered by Social Snap