Vale quindi la pena rischiare?
Gli studiosi olandesi si sono preoccupati di sottoporre ad un esame come la risonanza magnetica il cervello di 54 bambini dai sei agli otto anni che erano stati sottoposti agli effetti del fumo dell’erba ancora prima di venire al mondo.
I risultati sono poi stati messi a confronto con quelli di quasi cento bambini che durante il periodo della gestazione erano stati esposti solo al tabacco e con i risultati di più di cento bambini appartenenti al gruppo di controllo.
Si è scoperto che coloro che sono stati esposti nel periodo della gravidanza sia a cannabis che tabacco hanno una corteccia cerebrale dotata di maggior spessore.
Esiste quindi una diretta relazione tra il consumo della droga leggera nei nove mesi della gestazione e le problematiche a livello biologico nel piccolo.
Dopo il parto il bambino accusa frequentemente tremori e una scarsa tolleranza agli stimoli visivi.
Ma sarà nel corso dell’infanzia prima, e dell’adolescenza poi, a mostrare i disturbi più significativi.
Si potrebbero infatti verificare dei veri e propri ritardi nello sviluppo del linguaggio oltre che disturbi per quanto riguardano il sonno e le capacità di memoria e attenzione.
Fonte Bibliografica Primaria
Prenatal Cannabis and Tobacco Exposure in Relation to Brain Morphology: A Prospective Neuroimaging Study in Young Children

