Il parere scientifico sulla sicurezza della caffeina

CAFFEINA

 

L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha richiesto ad un gruppo di ricercatori, esperti in alimentazione, allergie e prodotti dietetici, di esprimere un parere scientifico in merito alla sicurezza dell’assunzione di caffè.

 

Ritrovandosi in numerosi alimenti quali cacao, fagioli, foglie di tè, bacche di guaranà e noce di cola oltre che nello stesso caffè, la caffeina viene largamente introdotta nell’organismo attraverso l’alimentazione.

Ma sovente siamo ignari dell’assunzione perché è aggiunta nei prodotti dolciari da forno, nelle bevande energizzanti, nelle caramelle morbide e nei gelati, nella composizione di integratori alimentari dedicati agli sportivi (in combinazione con la sinefrina).
Si è reso di conseguenza necessario stabilire, per ciascuna fascia di età, quale sia il quantitativo di caffeina assumibile senza che si sviluppino specifici effetti collaterali dose-dipendenti, specialmente per quanto riguarda quelli potenzialmente nocivi per la salute e nello specifico anche per l’epoca della gravidanza.

I dati dell’indagine, provenienti da 39 studi condotti in 22 differenti paesi europei su di un totale di 66.531 soggetti, hanno permesso di fornire informazioni validabili dal punto di vista scientifico rispetto al corretto consumo di questa sostanza.

 

Tale studio ha messo in evidenza che un quantitativo di circa 3 mg/kg di caffeina assunta da un soggetto adulto è incapace di determinare modificazioni di parametri quali ad esempio variazioni clinicamente rilevanti della pressione sanguigna, alterazioni critiche del flusso ematico miocardico, alterazioni dello stato di idratazione o della temperatura corporea.

Inoltre, è improbabile che tale dose induca una riduzione della percezione dello sforzo realmente eseguito durante un allenamento fisico.

A partire dai risultati emersi, l’EFSA afferma che concentrazioni di caffeina fino a 400 mg al giorno (l’equivalente di 3 tazzine di espresso) in un soggetto sano di età compresa tra 18 e 65 anni non deve destare preoccupazione.

 

Differente è però l’indicazione destinata alle gravide: durante la gestazione, le donne non dovrebbero assumere più di 200 mg di caffeina die (sotto tale dose sono considerati “improbabili” i danni al feto).
Infatti la quantità di caffeina di tale dose, non influenza la circolazione utero-placentare inducendone vasocostrizione.

Diversamente, poiché la caffeina passa rapidamente la barriera placentare raggiungendo il feto, quando assunta ogni giorno in concentrazioni maggiori può favorire il verificarsi di condizioni quali ad esempio ipertensione, sofferenza ipossica fetale, ritardo di crescita intrauterina, basso peso alla nascita, parto pretermine e, in generale, una aumentata mortalità perinatale.

Da qui la preziosa raccomandazione di attenersi al quantitativo ritenuto esente da rischi.

 

Dall’analisi dei dati l’EFSA ha inoltre rilevato che nei bambini (dai 3 ai 10 anni) e negli adolescenti (da 10 ai 18 anni) l’assunzione quotidiana di 3 mg per kg di peso corporeo è considerata esente da rischi.
Da ultimo, pare che in alcuni soggetti dosi singole di 100 mg di caffeina possano temporaneamente aumentare il tempo di latenza del sonno (ovvero la quantità di tempo che occorre ad addormentarsi) e ridurne la durata.

 

 

Fonti Bibliografiche

– Scientific Opinion on the safety of caffeine

– Scientific Opinion on the safety of caffeine EFSA PDF

 

 

 

 

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