Esposizione al sole, protezione da diabete e sovrappeso ✿

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Esiste un nesso tra l’esposizione al sole e il rischio di incorrere in sovrappeso e diabete?

 

Secondo un recente studio il sole è un fattore in grado di incidere positivamente sulla nostra salute, rallentando o contribuendo a evitare alcuni disturbi.
Lo studio, condotto per ora solo su modello animale dai ricercatori della Università di Southampton e dal Telethon Kids Institute, sembrerebbe infatti attribuire ai raggi solari la capacità di proteggere dall’aumento di peso e dai sintomi tipici del diabete.
Le analisi sono state condotte su un gruppo di topi sottoposti a una dieta ipercalorica. Un sottogruppo di cavie è stato esposto ai raggi UV e messo in raffronto con un sottogruppo di controllo non esposto.
Sulla base dei dati raccolti, è risultato che il primo gruppo ha manifestato un rallentamento evidente nell’aumento di peso, a differenza del gruppo di controllo che non solo ha continuato ad accumulare peso, ma ha iniziato a manifestare i sintomi tipici del diabete, come la resistenza all’insulina o valori anomali di glucosio nel sangue.

 

Il motivo di queste importanti differenze sarebbe imputabile a una particolare sostanza chimica – il cosiddetto ossido nitrico – che l’epidermide produrrebbe quando colpita dai raggi solari. Questa scoperta sarebbe in grado di smentire le ipotesi che attribuivano queste capacità a un’altra sostanza prodotta dalla pelle durante l’esposizione solare: la vitamina D, che in realtà non sarebbe causa diretta di controllo del peso e di prevenzione del diabete e delle disfunzioni metaboliche.
La conferma che l’ossido nitrico avrebbe un ruolo nella riduzione del peso è stata data da un successivo esperimento, durante il quale una crema a base di questa sostanza è stata applicata sulla pelle di topi non esposti a raggi UV, producendo gli stessi benefici riscontrati sulle cavie esposte.
Come spiegano gli stessi ricercatori, pur essendo i topi animali biologicamente simili all’uomo, è ancora da dimostrare che i raggi UV abbiano gli stessi effetti sull’organismo umano.
Alcune differenze, infatti, potrebbero essere dovute al fatto che i topi abbiano il corpo ricoperto di vello e che abbiano tendenzialmente una vita notturna, poco incline all’esposizione solare.
Il Dott. Feelisch, uno dei coordinatori del progetto di ricerca, spinge a considerare con prudenza i risultati raccolti, ma sottolinea l’importanza di una simile scoperta.

 

La prospettiva, infatti, che sia sufficiente una controllata esposizione ai raggi solari per la produzione del prezioso ossido nitrico, aprirebbe interessanti frontiere nel campo della prevenzione delle malattie metaboliche, della lotta al sovrappeso e di quella contro il diabete.
Al di là dei benefici del sole in questi ambiti, in ogni caso, erano già noti da tempo gli effetti positivi prodotti sull’umore e sul sistema cardiovascolare, del quale i raggi UV sarebbero in grado di migliorare il funzionamento.

 

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Fonte Bibliografica

 

 

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Redazione Mammole

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