Avere figli in italia: identikit dei genitori di oggi

genitorialità

Sempre meno figli e sempre più tardi, ecco quanto emerge dai più recenti dati Istat.

Ma chi sono i genitori italiani degli anni 2000? Come vivono le Mamme del “Belpaese”? Iniziamo oggi un viaggio all’interno della maternità analizzando i risultati dell’indagine Istat “Avere figli” per tracciare un ritratto dei genitori odierni.

Dietro ai dati numerici,  tante storie di vita nelle quali forse non sarà difficile riconoscersi.

 

Scarsa Fecondità, dicevamo A partire dal 1997 e fino all’ultimo anno rilevato, il 2013, secondo i dati Istat la popolazione italiana è stata caratterizzata da un persistente fenomeno di bassa e tardiva fecondità. Al 2012, infatti, la presenza di figli per ogni donna non ha superato l’1,42, mentre l’età media per avere il primo bambino si è attestata molto vicina ai trent’anni. Alla diminuzione della fertilità delle coppie italiane si contrappone, però, un notevole aumento di quella delle coppie straniere, registrando nascite maggiori nelle coppie con entrambi i genitori stranieri (Marocco), seguite da quelle in cui la donna è straniera e l’uomo italiano (Romania). Nelle coppie in cui lei è italiana e lui è straniero, invece, il trend è rimasto pressoché invariato (Marocco).

 

Tanti  i figli che nascono fuori dal matrimonio. Uno dei dati fondamentali che emerge dall’indagine sulla famiglia compiuta negli ultimi anni è quello che riguarda il concepimento dei figli all’interno del matrimonio. Se nel 1999, primo anno di riferimento, il 90% dei bambini veniva concepito da una coppia sposata, il trend si è costantemente modificato fino al 2012, scendendo ad appena l’80%. Le donne considerate nell’indagine di nazionalità italiana sono prevalentemente sposate nell’80% dei casi, stesso discorso per quelle provenienti dai Paesi Ue, dall’Amaerica Settentrionale e dall’Oceania (circa il 70%) e dall’Europa centro-orientale (più dell’81%). La madri di origine africana sposate sono invece l’85% del campione, quelle di origine asiatica quasi l’82% e quelle provenienti dall’America centro-meridionale il 65%.

 

 

Quanti siamo in famiglia? I figli di genitori entrambi italiani si collocano prevalentemente all’interno di una famiglia di quattro componenti (42%); quelli di una donna straniera e di un uomo italiano si collocano equamente in una famiglia di tre o di quattro componenti; mentre nelle famiglie con genitori entrambi stranieri i componenti sono prevalentemente quattro (38,1%) o cinque o più (32%). Nelle famiglie composte da entrambi i genitori italiani, all’interno del nucleo familiare non è presente quasi mai una figura aggiuntiva (90% dei casi); nei casi residui si tratta prevalentemente della madre di lei o di fratelli/sorelle di uno dei coniugi. Nelle famiglie composte da madre straniera e padre italiano alla coppia non si aggiungono altri componenti nell’84,5% dei casi di indagine; nei casi residui sono presenti i genitori dell’uomo, seguiti in minima percentuale dai genitori della donna. Nelle famiglie composte da entrambi i genitori stranieri nell’83% dei casi non sono presenti altri componenti nel nucleo familiare; nei casi residui troviamo fratelli/sorelle di uno o di entrambi i partner, genitori dell’uomo seguiti dai genitori della donna.

 

 

Mamme over 30. Nelle coppie composta da due italiani, la donna al primo parto ha prevalentemente un’età compresa fra i 30 ed i 34 anni, è coetanea del suo partner, ha un livello di istruzione medio ed ha un impiego. Nelle coppie composte da madre straniera e padre italiano la donna al primo parto ha prevalentemente un’età compresa fra i 25 ed i 29 anni, ha 10 o più anni di differenza con il partner, un livello di istruzione medio ed è casalinga. Nelle coppie composta da genitori entrambi stranieri la donna al primo parto ha prevalentemente un’età compresa fra i 25 ed i 29 anni, 4-6 anni di differenza con il partner, un livello di istruzione medio ed è casalinga.

 

 

Uno spaccato della nostra società che ci mostra una realtà in continua evoluzione, che merita di essere approfondito perché parla di noi.

 

 

A cura di Angela Lettieri

 

 

 

Fonte: http://www.istat.it/it/files/2015/02/Avere_Figli.pdf

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