PMA, qual è la situazione in Italia?

microscopioIl 30 giugno di quest’anno il Ministero della Salute ha pubblicato la Relazione sullo stato di attuazione della legge n 40 del 19 febbraio 2004, secondo quanto indicato dall’articolo 15 della stessa legge. La normativa regolamenta in Italia tutto ciò che concerne il campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).Il documento ha lo scopo di divulgare i dati raccolti dalle strutture autorizzate al servizio di PMA sul territorio nazionale, al fine di monitorare costantemente l’evoluzione ed i risultati terapeutici di questa forma di assistenza medica.
La legge è stata approvata nel 2004 per favorire la soluzione delle patologie riproduttive alla base delle condizioni di sterilità o infertilità umana. Permette il ricorso alla procreazione medicalmente assistita in assenza di altri metodi terapeutici capaci di risolvere il problema. Il suo scopo principale è quello di garantire la massima tutela dei diritti dei soggetti coinvolti, compresi quelli del prodotto del concepimento.I dati si riferiscono ad un totale di 93.634 cicli di trattamento di PMA avvenuti sul territorio nazionale nell’anno 2012. Il numero delle coppie trattate è di 72.543.
Le modificazioni più evidenti rispetto agli anni passati sono state l’aumento della media di età delle donne che hanno effettuato i cicli di trattamento e la maggior richiesta di metodiche di secondo e terzo livello.
Si è assistito infatti ad una diminuzione dei cicli di trattamento di primo livello. Le tecniche di primo livello comprendono le metodiche di fecondazione meno invasive, attraverso inseminazione artificiale intrauterina. L’efficacia di questo tipo di metodica è rimasta invariata, con una percentuale di successo di circa il 10%.
Per le tecniche di secondo e terzo livello invece si è rivelato un incremento delle gravidanze (26,5% sui trasferimenti eseguiti) ed un aumento della sicurezza (diminuizione dei parti plurigemellari). Le metodiche comprendono la fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione, la microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, il trasferimento intratubarico di gameti ed il trasferimento intratubarico di zigoti od embrioni.

Questa tendenza è in parte giustificata dall’aumento di età delle pazienti e dalla conseguente loro minor fertilità. L’età media rilevata è di circa 36 anni ed il 30,7% di donne trattate ha almeno 40 anni. Sopra tale età la possibilità di successo con la tecnica di inseminazione intrauterina scende al 5,5% ed è quindi spiegato il ricorso a metodiche che garantiscano maggiori probabilità. C’è da sottolineare anche il fatto che le tecniche di secondo e terzo livello sono anche quelle che vengono maggiormente influenzate dal miglioramento tecnico scientifico. La continua attività di ricerca sta permettendo di perfezionare tali metodiche e tutto lascia pensare quindi ad una loro futura ulteriore diffusione.

Una recente novità che influenzerà molto in futuro il ricorso alle tecniche di PMA è l’abrogazione al divieto di donazione di gameti . Ovuli e spermatozoi possono ora essere forniti anche da un individuo esterno alla coppia. Questo porterà sicuramente ad un forte aumento delle richieste di trattamento di PMA nei prossimi anni.

fonti :

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=1652

http://www.epicentro.iss.it/focus/pma/relazione2014.asp

http://www.iss.it/binary/rpma/cont/relazione_del_ministro_della_salute_legge_40_anno_2012.pdf

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