Dopo 18 settimane i soggetti appartenenti al primo gruppo erano obesi e mostravano segni di patologie; mentre al contrario i soggetti del secondo gruppo apparivano in salute. La cosa interessante riguarda il ritorno in normopeso e in salute degli appartenenti al primo gruppo utilizzando, anche per loro, la time restricted feeding (3).

Sebbene sia un campo in continua evoluzione, appare ormai chiaro come l’utilizzo di finestre temporali ristrette e circadiane siano di estrema importanza per la salute dell’uomo e per il raggiungimento delle massime performance.

In pratica, la scienza conferma quello che era il patrimonio delle culture tradizionali tramandato nei secoli e interrotto con lo sviluppo tecnologico recente.

Uno sguardo ai lipidi nell’ottica della circadianità:
Gli effetti metabolici dei ritmi circadiani coinvolgono anche l’omeostasi dei lipidi, influendo sui livelli dei grassi circolanti e il loro deposito e/o accumulo epatico.

Dislipidemia ed obesità sono riscontrabili… [SEGUE]

 


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