L’ottimizzazione della sincronicità circadiana è legata al segnale indotto dal consumo dei pasti, che dovrebbe essere massimo nelle fasi della giornata in cui l’attivazione dei glucocorticoidi e del SNS è alta (colazione e pranzo) per supportare le fasi di maggiore attività umana.

Verso sera, al contrario, andrebbe alleggerito il carico energetico per la cena, che dovrebbe essere più leggera e consumata non troppo tardi.

Risulta evidente che tale “timing è molto diverso dal modello adottato attualmente dalla nostra società, mentre è simile a quello dei nostri nonni o bisnonni e ancora diffuso in alcune zone rurali o montane.

Esperimenti svolti al Salk Institute for Biological Study statunitense mostrano risultati interessanti, in particolare riguardo una medesima dieta su un modello animale diviso in due gruppi:

  • un primo gruppo alimentato in una finestra temporale ampia di 15 ore
  • un secondo con una finestra alimentare ristretta (time-restricted feeding) di 8-10 ore

Dopo 18 settimane i soggetti appartenenti al primo gruppo erano obesi… [SEGUE]

 

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