La presenza di insulinoresistenza si è dimostrato il valore più strettamente correlato, essendo presente nel 47% dei soggetti prima dell’esordio della malattia conclamata. Elevati livelli di E-selectina (un marker indicatore della presenza di problemi vascolari) si sono riscontrati nel 25% delle donne esaminate, mentre il 24% ha avuto un abbassamento del livello di globulina legante gli ormoni sessuali e solo l’8% ha sofferto in precedenza di ipertensione arteriosa.

Uno studio simile, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, era già stato effettuato da una equipe del Boston University’s Slone Epidemiology Center.
In quel caso i ricercatori avevano messo in relazione la maggior incidenza del diabete mellito di tipo 2 delle donne appartenenti alla popolazione afroamericana con la maggior prevalenza di nascite di neonate in condizioni di peso ridotto in questa parte della cittadinanza.

Il professor Liu ed i suoi coautori auspicano che i dati raccolti siano di utilità per il lavoro di valutazione del rischio di sviluppo del diabete, un compito molto importante in quanto permette di consigliare le norme comportamentali che possono contrastare la maggior predisposizione alla malattia, ritardandone l’insorgenza.

 

Fonti Bibliografiche
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