Portare i piccoli: un dialogo continuo

babywearing

 

Il concetto di portare i bambini non è certamente nuovo.

Sin dalle origini dei tempi, il bambino, appena nato, veniva accolto e rassicurato dall’odore, dal calore, dal battito e dal corpo della mamma; da quel momento era letteralmente portato addosso dalla medesima.

 

Con il tempo questo dolce approccio alla vita è caduto quasi in disuso, complice la mutata situazione che la donna si è trovata ad affrontare (da sola, non più supportata dalla comunità femminile del suo nucleo).

Ultimamente, tuttavia, si sta assistendo ad un cambiamento di  rotta nel mondo occidentale, potremmo quasi definirlo una riscoperta della naturalità.

 

Al fine di evitare un trauma al bambino, si tende, infatti, a offrirgli con consapevolezza, una nascita dolce, con luci e suoni ovattati, l’accoglienza avviene non più da parte di estranei ma direttamente dal corpo della mamma, la culla più dolce, o da parte del papà.

Insomma, un caldo e rispettoso benvenuto al mondo da parte di chi ama e ha atteso questa nascita. Il parto non è che l’inizio del percorso della maternità e, più ampiamente, della genitorialità.

 

I cuccioli d’uomo, a differenza di molte specie animali, non sono autosufficienti alla nascita; hanno bisogno di essere accuditi e guidati con amore.

Quest’ultimo punto ha certamente una miriade di sfaccettature che mutano con il tempo tenendo sempre conto che si tratta di un rapporto bilaterale: non c’è mamma (genitore) che guidi senza essere guidata a sua volta dal proprio bambino. E’ un rapporto di amore, ammirazione e adattamento reciproco.

 

La realtà concreta del puerperio può, però, svelare degli eventi che potrebbero sembrare in antitesi rispetto alla maternità. Donne che hanno cercato, atteso (anche per lungo tempo), una gravidanza, si trovano faccia a faccia con un lato di se stesse che mai avrebbero pensato.

Un lato duro che è giusto affrontare senza negazione… lo potremmo definire “il lato oscuro delle madri”.

 

La stanchezza, la solitudine, la vita frenetica, gli ormoni possono infatti rendere difficoltosa l’estrinsecazione della parte più animalescamente istintiva che la natura ci ha offerto. A ciò si aggiunga il contorno di consigli artificiosi da parte di esterni.

 

Il portare, come l’allattamento al seno, il massaggio, il canto e così via, possono proporsi come ottimi strumenti per stabilire un rapporto diretto ed efficace con il bambino ma anche con sé stesse. Un modo per dare un solido innesto a quello che solitamente viene definito (anche spesso con leggerezza), l’istinto materno.

 

 

 

Marika Novaresio

 

 

Hai praticato il  babywearing? Vuoi supportare le altre Mamme e far conoscere loro le meraviglie del portare? Iscriviti alla formazione on line gratuita di Mammole “Corso Peer del Portare”

 
 
.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>