Alle origini del linguaggio: “mammese”, ninne nanne e musica ✿

coccolemammaSecondo l’antropologa americana Dean Falk l’origine del linguaggio umano sarebbe da ricercare nelle forme comunicative madre figlio oggi note come “mammese”.

 

Il termine “mammese” o “motherese” o “baby talk” indica la forma comunicativa verbale utilizzata dalle persone adulte per rivolgersi ai bambini molto piccoli. Si tratta di una forma di linguaggio semplice, con pochi termini e strutture grammaticali ridotte all’essenziale.

Nel suo libro Finding Our Tongues la dottoressa Falk prende le distanze dagli schemi tradizionali dell’antropologia, che vedono la nascita del linguaggio parlato legata allo sviluppo delle attività maschili di caccia e di costruzione dei primi utensili.

La studiosa situa temporalmente la nascita del protolinguaggio in un’epoca molto antecedente alla comparsa dell’Homo sapiens.

 

Secondo l’antropologa la nascita del linguaggio verbale sarebbe da ricollocare nel periodo ancora misterioso della differenziazione dei primi antenati umani dalle scimmie, tra i 5 ed i 7 milioni anni fa.

I fossili dimostrano che quando i nostri antenati cominciarono a camminare su due gambe si verificarono importanti cambiamenti anatomici a carico del bacino e delle strutture ossee della parte inferiore del corpo.

Il restringimento del canale di nascita associato al camminare in posizione eretta resero la gravidanza ed il parto degli eventi molto più pericolosi.

 

La pressione selettiva fu forte e decisiva.

Solo i neonati più piccoli e meno sviluppati (e le loro madri) sopravvissero. A causa della loro immaturità fisica però, questi neonati divennero molto più vulnerabili e privi della capacità di aggrapparsi alla madre.
Lo sviluppo di un linguaggio parlato si sarebbe reso necessario in seguito al cambiamento dello sviluppo neonatale umano. L’evoluzione umana ha portato alla nascita di individui meno autosufficienti. L’allungamento della fase di dipendenza materna dei piccoli ha reso necessaria una forma comunicativa attraverso la quale la madre potesse gestire la prole durante le attività quotidiane.

 

Il piccolo doveva forzatamente essere adagiato a terra durante la raccolta del cibo.

Indicare di fare silenzio in situazioni di pericolo, rassicurare e farsi seguire dai piccoli non più in grado di rimanere aggrappati al corpo del genitore.

Tutto questo avrebbe motivato la nascita delle prime parole. Modelli di comunicazione analoghi sono stati riscontrati nelle madri scimpanzé.

 

Questo tipo di comportamento è stato premiato dalla selezione naturale.

Le madri più brave a comunicare sono state anche quelle che hanno assicurato in maggior misura la sopravvivenza dei propri piccoli.

I geni della comunicazione hanno determinato il successo evolutivo.
Il linguaggio “mammese” non sarebbe inoltre solo alla base della comunicazione verbale, secondo Falk anche l’arte e la musica sarebbero originate dalle prime ninna nanne materne.

 

 

 

Fonti Bibliografiche e approfondimenti:

 

– Prelinguistic evolution in early hominins: Whence motherese?

– How the Human Got Her Words

– Dean Falk’s ‘Putting the Baby Down’ Hypothesis Video

– Which Came First: Language or Music? Video

 

 

 

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