Le parole che fanno crescere ✿

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Trascorrere del tempo di qualità in compagnia del proprio bambino e prendersi cura delle sue esigenze, seguendone da vicino i progressi, è da sempre la ricetta per uno sviluppo equilibrato e felice.
Le parole e il dialogo costituiscono parte integrante di questo processo di crescita, e secondo un recente studio della Standford University rappresentano la chiave per i progressi linguistici di ogni individuo.

 

In poche parole: leggere o dialogare con il vostro bambino, fin dai primi giorni di vita, lo renderà più intelligente.
L’importanza della lettura e del dialogo nell’apprendimento del linguaggio, naturalmente, sono cosa nota da tempo.
L’esposizione all’input linguistico accresce velocemente la padronanza da parte del bambino degli strumenti espressivi orali e scritti, migliorandone la comprensione e arricchendo il suo vocabolario.
I ricercatori aggiungono ora, però, un nuovo tassello al quadro di questo specifico ambito di sviluppo, sottolineando come l’abitudine di parlare ai propri figli faccia la differenza nell’accrescimento delle loro competenze linguistiche già da neonati.
I test hanno dimostrato, come illustra la docente di psicologia Anne Fernald, che i bambini con genitori più loquaci dimostrano capacità cognitive molto superiori ai coetanei con genitori più taciturni.
Un dato sicuramente interessante, se si considera che queste differenze sono molto consistenti e riscontrabili già in età prescolare.

 

Leggere le favole ai propri figli, quindi, non solo fa bene, ma produce benefici fin dalla culla.
Il cervello, infatti, inizia a registrare informazioni legate al ritmo e all’alternarsi di suoni già dai primi giorni di vita. L’ascolto prolungato della voce dei genitori contribuisce in questo modo all’attivazione e al potenziamento di quelle specifiche aree del cervello rivolte all’apprendimento della lingua.
I risultati dei test sono sorprendenti: i bambini dopo i cinque anni che siano stati esposti a grandi quantità di stimoli linguistici manifestano abilità nel linguaggio superiori ai coetanei con vantaggi che in alcuni casi possono essere quantificati anche in 24 mesi di differenza.

 

Risultati simili, per altro, si riscontrano anche nei bambini molto più piccoli, che se esposti ai giusti stimoli linguistici riescono a riconoscere con facilità un maggior numero di parole, associandole correttamente alle immagini corrispondenti.
Nello studio condotto dalla Standford University si conferma come centrale – accanto al dialogo – il ruolo della lettura a voce alta.
I bambini che hanno la fortuna di poter vivere l’esperienza quotidiana e costante della lettura ad alta voce ne risultano positivamente segnati in molti ambiti, compreso quello dei risultati scolastici.
Da questa attività, infatti, deriva l’accrescimento non solo delle capacità di comprensione linguistica, ma anche un netto miglioramento della capacità di concentrarsi a lungo su un compito complesso, che rappresenta un elemento determinante per la buona riuscita nello studio e in ogni altro ambito della vita.

 

Proprio allo scopo di favorire la lettura ad alta voce per i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni nasce il progetto ‘Nati per Leggere’, che dal 1999 promuove attività relazionali tra piccoli e adulti incentrate sui benefici della lettura ad alta voce. Nato dall’alleanza tra associazioni pediatriche e di bibliotecari (Associazione Culturale Pediatri, Centro per la Salute del Bambino – ONLUS e Associazione Italiana Biblioteche), ‘Nati per Leggere’ mira a consolidare nel bambino l’abitudine alla lettura, favorendo i benefici cognitivi ed emotivi che essa comporta.
La buona notizia è che, comunque, il dialogo e la lettura sono attività alla portata anche del genitore più impegnato. Parlare al vostro bambino aggiunge valore al tempo trascorso insieme e aiuta a rafforzare il legame presente, accrescendo l’autostima e il senso di protezione del piccolo: un’esigenza di vita, prima che un’attività educativa.

 

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