Gravidanza oltre il termine: di cosa si tratta?

gemellini

Per gravidanza oltre il termine si intende ogni gravidanza che superi le 42 settimane compiute; cioè 294 giorni dall’inizio dell’ultima mestruazione o 280 giorni dalla data del concepimento. Si stima che circa il 5-10% delle gravidanze fisiologiche supera tale termine.

 

Per essere certi che si sta parlando di gravidanza oltre il termine è necessario che vi sia una datazione corretta dell’epoca gestazionale, che andrebbe eseguita alla prima visita in gravidanza o comunque il più precocemente possibile, programmando la prima ecografia entro la 14 settimana. Infatti, se eseguita nel primo trimestre, la datazione per via ecografica ha una scarsa percentuale di errore; percentuale che cresce però con il passare delle settimane.

 

Ma cosa succede se si superano le 42 settimane di gravidanza?

La placenta continua a funzionare e il feto cresce all’interno dell’utero materno; in questo caso è possibile che vi sia una macrosomia fetale (peso fetale > 4500 g), una sproporzione feto-pelvica (cioè il feto, troppo grande, non riesce ad oltrepassare il bacino materno), un rischio aumentato di travaglio distocico.

 

Vi sono casi in cui la placenta lavora con più difficoltà, e pertanto si riduce progressivamente la capacità di trasporto di ossigeno e nutrienti al feto, con conseguente sofferenza fetale, calo di peso e consumo di riserve energetiche utili in travaglio.

Con il progredire delle settimane, il liquido amniotico tende a ridursi e vi è un rischio aumentato di compressione del cordone ombelicale.

 

Per la mamma i rischi principali riguardano l’affrontare il parto di un neonato di grosso peso, perchè si ha una aumentata incidenza di travagli difficoltosi, lesioni perineali,  emorragia post-partum, parto operativo.

La condotta clinica ha l’obiettivo di ridurre l’incidenza di mortalità e morbilità perinatale e ridurre i rischi per la madre. La scelta di effettuare una condotta attiva o di attesa implica un bilancio tra i rischi e i benefici di entrambe le modalità assistenziali.

 

La condotta di attesa prevede:

  • il conteggio dei movimenti fetali da parte della madre,
  • il controllo del battito cardiaco fetale tramite NST (Non Stress Test)
  • la misurazione della quantità di liquido amniotico con ecografia AFI – Amniotic Fluid Index

 

Tali controlli devono essere effettuati due volte a settimana a partire dalla 41 settimana di gravidanza.

La condotta attiva prevede invece l’induzione del parto tramite:

  • Amnioressi (rottura artificiale delle membrane)
  • Catetere di Foley (metodo meccanico che simula la pressione della testa fetale a livello della cervice uterina e stimola il rilascio di prostaglandine endogene)
  • Prostaglandine (in gel o fettuccia)
  • Ossitocina sintetica

 

La scelta del metodo di induzione dipenderà dal reperto ostetrico al momento dell’esplorazione vaginale, dal motivo dell’induzione del travaglio e dal desiderio della donna previo adeguato colloquio informativo.

 


 

 

METODI NON FARMACOLOGICI

E’ possibile stimolare l’inizio del travaglio anche in maniera naturale. Ecco come:

  • Stimolazione del seno e dei capezzoli: la stimolazione del seno porta alla produzione di ossitocina endogena che agisce a livello dei recettori presenti nell’utero stimolando l’insorgere delle contrazioni uterine.
  • Scollamento delle membrane: questa metodica, eseguita da ostetriche e ginecologi durante l’esplorazione vaginale, consiste nello scollare le membrane amniocoriali dall’orifizio uterino, stimolando in questo modo la produzione di prostaglandine endogene. Comporta tuttavia il rischio di infezioni, rottura pretravaglio delle membrane, sanguinamento e discomfort materno.
  • Rapporti sessuali non protetti: possono stimolare l’attività contrattile attraverso l’azione delle prostaglandine del liquido seminale.

AGOPUNTURA

L’intervento che si puo’ attuare con agopuntura dipende dal tempo a disposizione e dalle condizioni locali del collo e della parte presentata, cioe’ dall’Indice di Bishop. 

In caso di condizioni locali svantaggiose l’agopuntura necessita di un certo tempo per agire in quanto, in primo luogo, bisogna fare dei trattamenti preliminari per favorire la maturazione del collo uterino (una o due sedute). 

 

In situazioni d’urgenza ed in presenza di condizioni locali sfavorevoli l’agopuntura non e’ indicata. Nel caso sia possibile attendere si puo’ applicare il protocollo indicato da Auteroche e Navailh che mira a favorire la maturazione del collo uterino.

 

Si utilizzano i punti:

  • 6TR che regolarizza l’utero
  • 4VC che apre l’utero

A questi possiamo aggiungere:

  • 36E 6VC 30E 20V 21V 23v per tonificare l’energia,
  • 17V 10Rt per fortificare il sangue
  • 7P 4RT per regolarizzare Chong Mai e Ren Mai 3Rn 5Rn

A seguito di questo trattamento si puo’ verificare l’inizio del travaglio di parto o soltanto una modificazione del collo uterino. In questo secondo caso, in presenza di condizioni locali ormai favorevoli, si possono stimolare le contrazioni modificando l’equilibrio Qi/Xue usando:

  • 4GI in tonificazione 6RT in dispersione.

A questi punti si possono aggiungere gli altri indicati nel management, secondo le situazioni che si vengono a creare.

 


 

A cura dell’Ostetrica Giulia Colombo

Tutti gli articoli sulla gravidanza oltre il termine presenti nel forum di Mammole

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Induzione al travaglio: quando e come?

Allattamento materno e agopuntura

I benefici dell’attività fisica in gravidanza

 

 

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