Girello: gli specialisti dicono NO ✿

girelloÈ ormai universale la bocciatura del girello da parte degli specialisti.

 

Lucio Piermarini, pediatra di fama internazionale e autore di diversi libri per neo-genitori, si esprime così sul tema del girello.

“Il bambino che inizia a camminare è uno dei soggetti più faticosi per l’adulto che lo deve seguire e tutelare: perde continuamente l’equilibrio, vorrebbe conquistare lo spazio circostante e non riesce che a fare pochi passi. Facilmente cade e rischia di farsi male, piange, esige aiuto e conforto. E così, secoli fa nacque l’idea di costruire una struttura con due assi parallele alle quali il bambino poteva appoggiarsi con le mani e mantenersi in equilibrio, conquistandosi da solo tutto il percorso compreso nella lunghezza delle assi.

Ma c’erano due inconvenienti: alla fine del percorso bisognava andare a girare il bambino nel verso opposto per farlo ripartire e spesso, durante il cammino, si verificavano cadute. Non ci sono limiti però all’ingegno umano: venne aggiunto un cerchio di legno che conteneva il bambino sostenendolo e che scorreva fra le due assi dentro a delle guide; fu risolto così il problema della caduta, ma rimaneva la necessità di girare il bambino alla fine del percorso. Ma, in un guizzo di genialità, a qualcuno venne in mente di realizzare un percorso circolare, senza inizio né fine: una montagna di tempo libero in più per il genitore stanco.

Il top si raggiunge quando, superata l’idea delle assi, si crea un appoggio circolare, munito di ruote snodate, che circonda e segue il bambino. Ora non ci sono più limiti all’esplorazione autonoma, se non quello di gradini, bordi, precipizi, terrazzi non protetti, ecc.

Fino a questo modello di girello la perdita per il bambino consisteva nel rinunciare alle piacevoli suggestioni e rassicurazioni che passano attraverso le mani di un adulto che sostiene, riprende, stimola; in cambio però il genitore era meno stanco e nervoso, o il nonno più attivo perché meno sopraffatto dal mal di schiena. Alla fine il bilancio era “in pareggio”.

 

 

Sul finire dell’800 si pensa di stringere il cerchio, consentendo l’uso del girello a bambini che non stavano in piedi, quasi appendendoli sotto le ascelle a questa strettoia, i medici segnalavano danni per compressione di nervi e vasi. Ecco allora l’idea geniale e moderna: aggiungere un sedile al centro che consenta di infilare nel girello bambini che sanno a mala pena star seduti, e migliorare le ruote con buoni cuscinetti a sfera, sì che possa bastare lo sfregamento della punta dei piedi sul terreno per assicurare lo spostamento.

 

E così l’uomo tecnologico inventa una tappa evolutiva nuova: il cucciolo si siede e, strusciando la punta dei piedi, inizia un’imprevista, affascinante, facile, veloce esplorazione dello spazio circostante.

Un bambino di sei mesi che, seduto, può girare tutta la stanza, perché mai dovrebbe durare fatica per apprendere una buona posizione eretta, il difficile alternarsi dei movimenti per spostarsi senza perdere l’equilibrio, l’alternanza e il coordinamento dei movimenti degli arti come hanno fatto per millenni i suoi antenati? Perché non approfittare dei vantaggi della tecnologia?
Perché è scritto nei suoi cromosomi che deve fare un certo tirocinio: questa scrittura è così potente che neppure l’idiozia umana può sovvertirla, neanche inventando strane esperienze motorie.”

 

Questo mezzo, infatti stimola il bambino a camminare in una posizione innaturale.
Lo costringe ad utilizzare la punta dei piedi per spostarsi, atteggiamento corporeo che a lungo potrebbe compromettere la deambulazione.

Effetti negativi sono a carico anche del tendine di Achille che, accorciandosi, predispone al quadro clinico chiamato “piede equino”.
Inoltre occorre tenere in considerazione che il piccolo, una volta acquisita sicurezza con il mezzo, inizia a spostarsi velocemente con il grave rischio di urtare contro ostacoli, ribaltarsi o, peggio ancora, ruzzolare giù per le scale.

Secondo alcune ricerche, è la causa più frequente di gravi traumi cranici tra la categoria degli incidenti domestici.

Inoltre la precocità della postura eretta compromette il fisiologico sviluppo corporeo e limita il piccolo nell’esplorazione a terra mediante lo striscio e il gattonamento, modalità assolutamente fondamentali per il corretto sviluppo psicomotorio.
È una necessità dei bimbi lo stare a terra a pancia in giù, è la loro naturale palestra.

 

 

 

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