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Discussione: Violenza del parto

    Violenza del parto

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    Ciao a tutte,

    Ho partorito l'11 maggio, circa 3 mesi fa, ma l'esperienza mi ha "traumatizzato" a tal punto da avere incubi la notte e da non riuscire a pensare ad altro. Sono entrata in pronto soccorso il 9 maggio e da lì sono iniziati i problemi: mi si erano rotte le acque, proprio come nei film mentre camminavo per strada, avevo i pantaloni completamente bagnati ed ero super emozionata di conoscere il mio bimbo. In pronto soccorso non mi hanno creduto, dopo 3 h di monitoraggio mi dicevano che non c'erano contrazioni e mi continuavano a chiedere se fossi sicura che quella non fosse semplicemente urina. Quando finalmente mi sono alzata dal materassino e ho lasciato una pozzanghera sul pavimento hanno iniziato a credermi. Sono stata ricoverata ma non avevo contrazioni: attendiamo 12h per vedere cosa succede. 12 ore trascorrono, le contrazioni non arrivano e si decide di fare l'induzione. Io sono ancora felice, sto per conoscere il mio bambino! Vengo portata in sala parto deve conosco le prime 2 delle 6 ostetriche che mi accompagneranno durante il parto. Iniziamo con l'ossitocina e le contrazioni iniziano ad arrivare ma la dilatazione è poca e dopo 7h siamo solo a 5cm. Per il momento il dolore è sopportabile e quindi decido di rimandare l'epidurale fino a quando non riesco più a sopportare e quindi chiedo l'epidurale. Da questo momento cambia il rapporto con le ostetriche: le sento parlare e una dice all'altra che non mi vuole più seguire perché voleva che facessi un parto naturale. Io inizio a sentirmi in colpa, come se per partorire avrei dovuto per forza sentire dolore. Il loro turno finisce e mi sento sollevata nel vedere la nuova coppia di ostetriche. È ormai notte e siamo in tante a partorire quindi non mi seguiranno per le 7 ore del loro turno, ma mi lasceranno in sala parto ad attendere che arrivi a 10 cm. Finisce anche il loro turno e arriva l'ultima coppia di ostetriche che mi farà partorire. E qui iniziano i miei incubi. Sono in ospedale ormai da più di 24 h, ho le contrazioni da 14h e finalmente arriviamo a 10 cm. Mi chiedono di spingere ma hanno sbagliato a fare l'epidurale e io non sento le gambe. Intanto le contrazioni si fermano. Si decide quindi di interrompere l'ossitocina. Il dolore arriva tutto insieme ma non mi preoccupa, vuol dire che incontrerò il mio bimbo presto. Inizio a fare qualche lamento per il dolore (sfido a partorire in silenzio) e le ostetriche mi incoraggiano nella spinta. Si vede la testa! Ma il bambino, ormai nel canale del parto, rimarrà nella stessa posizione per 6h. Decidono di farmi un'ecografia: il bambino è grande e in una posizione scomoda. Bisogna farlo nascere ma è troppo tardi per il cesareo. Inizio a vedere gente dal camice verde entrare in sala parto, altre persone con il camice bianco e altre ancora con il camice lilla. Saranno una decina. Mi spavento, chiedo se c'è qualcosa che non va ma nessuno risponde. Mi viene fatta l'episiotomia, due volte, senza che mi venga chiesto il permesso (come è stabilito dalle linee guida internazionali e come ti insegnano al corso ore parto). Sono sempre più spaventata e il dolore si fa insopportabile. In un angolo vedo le due ostetriche che ridono. Mio marito chiede di farle uscire e vengo accontentata. Sempre senza che mi venga detto nulla entrano due medici: uno si mette sulla mia pancia e spinge, l'altro usa la ventosa, due volte. Io spingo con tutte le mie forze, emetto qualche urlo per farmi coraggio. Ma mi viene detto: invece di urlare, spinga! Il tono, quelle parole, non le dimenticherò mai. Erano più di 6h che spingevo senza che nessuno mi avesse detto cosa stesse succedendo. Avevo introno a me 5 persone tra medici ed infermieri che mi dicevano ognuno una cosa diversa. Ero nel panico. Ero arrabbiata perché doveva essere il momento più bello, ma ne ho solo un brutto ricordo. Il bambino rimane incastrato: la testa è fuori, ma le spalle sono dentro. Lo sento piangere Ela flessione delle spalle che cercano di uscire è dolorosissima. Ma le contrazioni si interrompono al momento sbagliato. Rimaniamo così per 12 minuti, i più lunghi della mia vita. Nuovamente mi viene detto di non urlare, tanto non serve a nulla. Ho paura per la salute del mio bimbo ma nessuno risponde alle mie domande sulla sua salute. Decido di spingere, anche senza contrazioni, ho paura che vada in sofferenza. Finalmente nasce il mio bambino di 3.9 kg e 54 cm, ma io svengo e non potrò tenerlo tra le braccia. Scoprirò solo dopo che dato il rapporto tra il mio bacino e le spalle del bimbo, sarebbe stato necessario fare il cesareo. Ma durante il turno di notte, le due ostetriche che dovevano occuparsi di tutte le partorienti, danno la precedenza ad altre mamme ("sei giovane, non hai avuto problemi in gravidanza, puoi aspettare"). Quando ci si rende conto del problema ormai è troppo tardi: il bambino è già nel canale del parto. Mi sento vittima di una violenza non solo fisica ma soprattutto psicologica. Non riesco a smettere di pensare a questa esperienza e a come mi hanno fatto sentire una mamma di serie b per aver usato l'epidurale e per essere stata necessaria la ventosa. Consigli?

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