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Discussione: Il rooming in

    Il rooming in

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    Si definisce” rooming-in” la possibilità di tenere nella propria stanza di ospedale il bambino appena nato, giorno e notte, senza limiti di orario, in un lettino posizionato accanto a quello della mamma.
    Numerosi studi hanno dimostrato che l’instaurarsi del legame profondo tra la mamma e il suo bambino, il cosiddetto “Bonding”, è favorito dal contatto prolungato nel periodo che segue immediatamente dopo la nascita.
    Le mamme che possono stare a stretto contatto con il loro piccolo sono più rilassate, fiduciose e sicure di sè nell’accudirlo una volta tornate a casa. Il contatto tra madre e figlio, che si realizza sia a livello epidermico che visivo immediatamente dopo la nascita, dovrebbe continuare offrendo alla madre la possibilità di tenere sempre il bambino con sè.

    I benefici che derivano da questa vicinanza precoce e continua (24 ore su 24) sono:

    - favorire l’allattamento al seno a richiesta ed esclusivo cioè ogni volta che il neonato lo richiede, consentendo un frequente attaccamento al seno che costituisce lo stimolo più appropriato alla produzione del latte. Inoltre, la vicinanza del neonato alla madre nelle ore notturne è nella fase iniziale dell’allattamento un fattore favorente perché fisiologicamente si verificano quelle secrezioni ormonali che favoriscono la produzione del latte materno.

    - ridurre la difficoltà nella cura del proprio figlio (suzione, allattamento, cambio pannolino, medicazione ombelicale) da parte dei genitori una volta rientrati a casa, in quanto durante il Rooming-in (con l’aiuto del personale infermieristico ed ostetrico), hanno potuto acquisire maggiore consapevolezza e autonomia

    - ridurre gli episodi di pianto del neonato, che viene “consolato” dall’abbraccio, dalla voce, dall’odore della mamma, che ricorda quello del liquido amniotico.


    “La pratica del “rooming-in” dovrebbe quindi sostituire quella di tenere madre e figlio in camere separate e a contatto soltanto durante “visite” programmate. La prima pratica presenta una serie di importanti vantaggi: per esempio, facilita il crearsi di un legame affettivo, rende possibile l’allattamento al seno tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento e permette un contatto più stretto con il padre e gli altri familiari. Il rischio di infezioni neonatali, che rappresenta una delle principali preoccupazioni, risulta inferiore se il neonato rimane nella camera materna piuttosto che nell’ambiente chiuso di una nursery, in cui si possono sviluppare gravi epidemie. Il mantenimento del contatto madre-figlio favorisce la colonizzazione della pelle e del tratto gastroenterico del neonato da parte dei micro-organismi materni, che tendono a non essere di natura patogena e contro i quali agiscono gli anticorpi contenuti nel latte materno. Il neonato è quindi contemporaneamente esposto e protetto dagli organismi contro cui svilupperà un’immunità attiva solo in un periodo successivo.” (Dalla Dichiarazione congiunta OMS/UNICEF, Ginevra 1989)

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