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Discussione: Episiotomia

    Episiotomia

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    L'episiotomia è un’incisione chirurgica dell’anello vulvare eseguita con un’apposita forbice a bordi smussati.

    Ne esistono di due tipi:
    quella mediana il cui taglio è centrale, lungo circa tre centimetri e procede dalla vagina verso l’ano
    e quella paramediana più ampia e più profonda: è lunga circa 4-5 centimetri e il taglio va dalla vagina verso la natica destra in diagonale; oltre alla cute e alla mucosa vengono incisi i muscoli.

    Questa pratica è stata introdotta nel 1800, ma cominciò ad essere utilizzata di routine negli anni '70 nella convinzione (che oggi sappiamo essere errata) che fosse utile per evitare i traumi da lacerazione spontanea del perineo, aumentare il benessere del bambino alla nascita, ridurre il dolore nella fase espulsiva, ridurre la durata della fase espulsiva, ridurre l'incontinenza dopo il parto e il prolasso dell'utero vaginale in età avanzata.

    Le evidenze scientifiche degli ultimi anni mostrano con chiarezza che l’episiotomia non favorisce nessuno di questi fenomeni mentre genera molti altri problemi. Essa quindi non va praticata di routine, perché non è utile in nessuna delle circostanze in cui si pensava che lo fosse.

    Anche secondo l’OMS non esiste una prova attendibile che l'uso libero o di routine dell'episiotomia abbia un effetto benefico, ma risulta molto chiaro che può causare danno. Pertanto in un parto normale si possono presentare le indicazioni valide per un’episiotomia (come ad es. l’uso di forcipe o ventosa), ma si raccomanda un uso ristretto di questo intervento.

    L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), a sua volta, ne parlain termini di inefficacia e di dannosità, soprattutto in riferimento al post parto.

    I dati statici forniti dall’OMS e da altri ricercatori (come Michael Stark) indicano un periodo di ripresa di circa 20 giorni, lasso di tempo che tendenzialmente include la difficoltà di non riuscire a camminare e sedersi come prima del parto.

    Gli stessi referenti hanno evidenziato che nel medio-lungo termine le conseguenze della pratica dell’ episiotomia continuano a farsi sentire, potendo causare incontinenza, infezioni, difficoltà a defecare e dolore durante i rapporti sessuali (anche per molti anni dopo il parto).

    I (rari) casi in cui potrebbe essere necessaria sono anche qui controversi,
    d’altronde è difficile offrire una soluzione certa ed univoca (sia generalizzando che nel caso di specie), in un momento così totalizzante come quello del parto, dove mente e corpo lavorano in un’intensa sinergia.

    La linea di base a cui appellarsi sarebbe : come posso interferire il meno possibile e mettermi a disposizione (quando necessario) affinché la natura faccia il suo corso?

    Purtroppo, nonostante le evidenze scientifiche siano chiare in proposito, nella maggior parte degli ospedali e delle cliniche è ancora praticata.


    In Italia è praticata sul 70% delle partorienti nell'Italia del sud e sul 60% a nord.

    Tutto questo significa che troppe donne durante il parto subiscono un taglio delle parti intime, senza che vi siano motivazioni mediche specifiche.

    Una lacerazione spontanea è da preferire all'episiotomia, poiché ha un decorso molto più breve, non coinvolge necessariamente il muscolo, e la sua cicatrizzazione è più rapida.

    La pelle nella zona vaginale ed il perineo diventano particolarmente elastici grazie agli ormoni della gravidanza e, nello stesso momento del parto, gli ormoni contribuiranno ulteriormente a rendere la pelle ancora più elastica. Tuttavia, durante la gravidanza si può ulteriormente contribuire praticando della zona esterna massaggi.


    Cosa si può fare per evitarla?

    L’episiotomia è un intervento chirurgico, ragion per cui si può sempre rifiutare.
    E’ un diritto sancito dalla costituzione, il cui articolo 32 recita :

    “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”


    La stessa giurisprudenza nazionale cita casi di risarcimento riconosciuti alla donna (ma anche al marito) per aver subito questo intervento, senza fondata motivazione e senza consenso.


    Per prevenire,
    può essere utile informarsi prima del parto sull'incidenza statistica di pratiche come l'episiotomia all'interno del reparto e fare presente (in quel momento, come al momento del ricovero) il proprio diritto legato al consenso/dissenso informato.



    Fonti:
    Kettle C, Tohill S. Perineal care. Clinical Evidence 2011;04:1401

    Fritel X, Fauconnier A, Bader G, Cosson M, Debodinance P, Deffieux X et al; French College of Gynaecologists and Obstetricians. Diagnosis and management of adult female stress urinary incontinence: guidelines for clinical practice from the French College of Gynaecologists and Obstetricians. Eur J Obstet
    Gynecol Reprod Biol 2010;151:14-9

    Carroli G, Mignini L. Episiotomy for vaginal birth. Cochrane Database Syst Rev 2009;(1):CD000081.

    Berghella V, Baxter JK, Chauhan SP. Evidence-based labor and delivery management. Am J Obstet Gynecol 2008;199:445-54

    Grandolfo M, Donati S, Giusti A. Indagine conoscitiva sul percorso nascita, 2002. Aspetti metodologici e risultati nazionali. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2002

    OMS Safe motherhood, Care in normal Birth, a practical guide.

    Tribunale di Venezia, causa civile inscritta al 16591/2005 con sentenza 30/0233/2009

    Terza Sezione Civile della Cassazione (sentenza n.11958)



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